Protesi rotonde o anatomiche? Dipende!

27 maggio, 2020 8:55 pm scritto da Dott. Andrea Spano
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La scelta delle protesi è un momento delicato in ogni intervento di mastoplastica additiva. In attesa di parlarne con il chirurgo, impariamo a conoscere le principali caratteristiche delle protesi rotonde e di quelle anatomiche.

Quando una donna si rivolge a chirurgo plastico per un intervento di mastoplastica additiva, la prima domanda che rivolge al professionista è “Meglio le protesi rotonde o anatomiche?” E tutte le volte il medico risponderà “Procediamo con una valutazione del seno, decidiamo quale risultato vogliamo ottenere e poi, solo poi, parleremo della tipologia delle protesi.”
Il punto è che non esiste una protesi perfetta in assoluto, né una che possa andare bene per tutte le pazienti. Per questo motivo, è assolutamente indispensabile una valutazione preliminare delle condizioni di partenza e del risultato a cui si mira. Questo perché la conformazione e il volume del seno incidono sulla decisione finale, almeno quanto l’obiettivo. Una volta chiarita la situazione, sarà sempre e comunque il chirurgo estetico a decidere quale sia la protesi più opportuna. E conviene fidarsi del suo giudizio, sempre.

Protesi rotonde o anatomiche: caratteristiche e indicazioni

Le protesi che si utilizzavano negli anni 60 erano lisce, rotonde e contenevano silicone liquido. A quei tempi, si ricorreva alla mastoplastica soprattutto per aumentare il seno e la moda di quegli anni imponeva un décolleté decisamente prosperoso. Oggi i canoni estetici sono cambiati e la maggior parte delle donne desidera, invece, un seno proporzionato e privo di volumi eccessivi. Risultato che può essere conseguito sia con le protesi rotonde, sia con quelle anatomiche.
Protesi rotonde – questo tipo di protesi è l’ideale per i seni voluminosi, che con il passare del tempo hanno perso sostegno e turgore. Il volume è distribuito in modo uniforme, pertanto il punto di massima proiezione si trova esattamente al centro: conferendo volume sia nella parte superiore, che inferiore della mammella, ne è sconsigliato l’utilizzo a chi ha un seno troppo piccolo, per non rischiare di ottenere un risultato sproporzionato al resto del corpo.
Protesi anatomiche – preformate, a forma di goccia e con un volume maggiore nella parte inferiore, queste protesi sono perfette per ottenere un seno dalla forma naturale. Consigliate per chi non ha perso del tutto il volume del seno, le protesi anatomiche sono disponibili in diverse misure, che oltre a permettere alla paziente di scegliere il volume desiderato, permettono al chirurgo di optare per quella che meglio si adatta al corpo della donna.

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