Mastoplastica additiva: prima e dopo l’intervento

mastoplastica additiva

Il desiderio di regalarsi un seno nuovo è assolutamente legittimo, tant’è che la mastoplastica additiva è uno degli interventi chirurgici più richiesti dalle donne tra i 20 e i 40 anni.

Per poter affrontare al meglio questo intervento, però, è necessario che la paziente abbia tutte le informazioni del caso, riguardanti sia il pre che il post operazione.
Il mio ruolo da chirurgo, infatti, è quello di guidarvi nella scelta dell’intervento, affinché possiate scegliere se procedere subito con la chirurgia o se, piuttosto, decidere di sottoporsi all’intervento in un momento differente,

Dunque, ecco qualche fattore da tenere a mente prima di decidere se sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva.

L’importanza della visita di chirurgia plastica

La visita di consulto è forse la parte più importante perchè è il momento in cui si decide come intervenire e quindi come apparirà il seno una volta rifatto.

Infatti, la prima cosa da fare è scegliere attentamente il chirurgo che vi seguirà. Soltanto scegliendo un professionista competente ed esperto di chirurgia ci si potrà assicurare il risultato realmente sperato. 

Ecco perché, per rassicurare le mie pazienti, faccio sempre veder loro delle immagini dei miei precedenti interventi di mastoplastica additiva; questo mi permette di dare loro maggiori sicurezze e un’idea abbastanza chiara dei risultati che saremo in grado di ottenere. 

Operazione al seno: come prepararsi

In un altro articolo abbiamo visto come prepararsi a un intervento al seno (link); facciamo un breve riassunto:

  • Informatevi sulle tipologie di protesi (link) da poter utilizzare e sulle possibilità di inserimento; non abbiate paura di chiedere al chirurgo e di manifestargli desideri, dubbi o perplessità.
  • Considerate anche la possibilità di intervenire in maniera più completa o, addirittura, diversa. In alcuni casi, infatti, potrebbe essere necessaria una mastopessi, che dona al seno un effetto lifting, più sostenuto e pieno nella parte superiore. Per aumentare il seno in maniera più soft, invece, esiste il lipofilling, che aumenta leggermente il seno attraverso l’iniezione di una certa quantità del proprio grasso corporeo, prelevato da altre zone del corpo.
  • Diffidate da chi vi propone super offerte o prezzi stracciati: un lavoro di alta qualità ha un certo valore, ma anche un certo costo.
  • Ogni corpo è unico, quindi sarà impossibile ottenere un risultato uguale a qualcun altro, secondo canoni canoni estetici imposti dalla società. Bisogna sempre rispettare le proporzioni del corpo e del viso e un chirurgo che si rispetti ne è consapevole e deve comunicarvelo sin dall’inizio.

Il decorso post operatorio: cosa aspettarsi?

Il decorso post operatorio è la fase più delicata dell’intervento.

È vero: scegliere il chirurgo è molto importante, ma seguire le sue indicazioni è necessario se si vuole ottenere un buon risultato.

Ecco quindi le indicazioni che do sempre alle mie pazienti per far sì che il loro seno, al termine della guarigione, abbia un aspetto del tutto naturale.

  • Nelle prime 48 ore dopo l’operazione stai a riposo il più tempo possibile;
  • Rivedi il tempo che dedichi all’attività fisica, meglio limitarla per i primi 30 giorni, soprattutto se interessa la parte superiore del corpo (braccia, spalle e petto);
  • Indossa la fascia o il reggiseno post operatorio nei 20-30 giorni successivi all’intervento;
  • Il primo mese, dormi in posizione supina, poi riprendi a riposare anche di lato e solo dopo un mese ricomincia a dormire anche a pancia in giù;
  • Il recupero dopo l’operazione è abbastanza rapido, ma aspetta qualche giorno prima di rientrare a lavoro, specialmente se le tue mansioni richiedono uno sforzo fisico;
  • Non esporti al sole per alcune settimane dopo l’operazione, potrebbe incidere sull’aspetto delle cicatrici;
  • Prenditi quotidianamente cura della cicatrici tramite creme o prodotti specifici.

Come ricordo sempre, se ci si impegna a seguire attentamente le indicazioni, il recupero sarà decisamente più veloce e comodo. 

Personalmente, dopo anni di esperienza e di soddisfazioni, posso assicurarvi che il mio obiettivo principale rimane quello di prendermi cura di voi e garantirvi il miglior risultato possibile. È mio compito seguirvi in modo professionale e affidabile per tutto il percorso pre e post operatorio.

Rinofiller

rinofiller

Fino a qualche anno fa l’unico modo per correggere la forma del naso era la rinoplastica. Oggi un’alternativa c’è, decisamente più rapida e meno dolorosa: il rinofiller. 

Migliorare il proprio profilo può rivelarsi una valida opzione per armonizzare i lineamenti e addolcire l’aspetto complessivo del viso; è per questo che molti pazienti chiedono il mio aiuto.

Tipi di naso

Le dimensioni e la forma del naso dipendono da fattori genetici, parliamo di uno dei tratti più peculiari della persona.
Ne esistono di diversi tipi, ma non sempre sono in armonia con il resto del viso:

  • Naso aquilino: è il classico naso dantesco caratterizzato da un dorso molto sporgente;
  • Naso a patata: si contraddistingue per la sua punta tondeggiante, che non valorizza le altre linee del viso;
  • Naso greco: si riconosce perché l’angolo tra la fronte e l’inizio del naso risulta parzialmente o totalmente assente; 
  • Naso storto: può essere una caratteristica congenita, ereditaria oppure un tratto che si acquisisce a seguito di un trauma.

A volte il problema non è legato alla forma ma alla dimensione, un naso troppo grande o uno troppo piccolo può creare delle disarmonie.

Come avere un naso perfetto

Quando si tratta di canoni estetici è impossibile parlare di perfezione, si dovrebbe parlare di armonia e proporzioni. Una qualsiasi parte del corpo andrebbe considerata nel contesto e non analizzata singolarmente.
Vi faccio un rapido esempio: prendete i volti di due persone che a vostro parere hanno dei bei tratti e poi provate a scambiarne solo una parte, come il naso. Qualcosa non tornerà e sembrerà che ci sia qualcosa di strano. 

Ecco, è esattamente quello a cui mi riferisco quando dico che la perfezione assoluta non esiste, ma esistono proporzioni rispettate e armonia.

Ma torniamo a noi…essendo un trattamento decisamente poco invasivo, il rinofiller si rivela un’ottima soluzione per ottenere risultati immediati e naturali.

Filler naso

Il filler naso si avvale delle proprietà dell’acido ialuronico, o del collagene, e del botulino per migliorare il profilo e correggere le imperfezioni, 
L’acido ialuronico e il collagene aiutano a riempire, contribuendo quindi a modificare i volumi e a rimodellare la forma del naso. Del botulino, invece, si sfrutta la capacità di rilassare i muscoli: se il filler viene applicato alla base del naso, la tossina botulinica impedisce la contrazione del muscolo, contribuendo a sollevare leggermente la punta.

Il rinofiller, se viene eseguito da un medico esperto, in una struttura di eccellenza e utilizzando acido ialuronico di ultima generazione,  è il trattamento ideale quando il desiderio del paziente è quello di attenuare eventuali gobbe, sollevare la punta del naso o ridefinire i lineamenti in modo sicuro, rapido e indolore.

FAQ

Quanto dura il trattamento?

Tra i 15 e i 20 minuti

Viene eseguito sotto anestesia?

No, anche perchè il rinofiller non è un trattamento doloroso. 

Tutt’al più, per evitare ogni fastidio, si applica una crema anestetica prima di procedere con le iniezioni.

Quanto costa il rinofiller?

Uno dei vantaggi del rinofiller è senza dubbio il costo. Di fatto, se una rinoplastica può costare anche 8.000 euro, il rinofiller ha un costo medio che si aggira tra i 300 e i 500 euro a seduta.

È un trattamento definitivo?

No, il filler è riassorbibile in quanto composto da acido ialuronico. I risultati rimangono per 8/12 mesi, tempo dopo cui ci si può sottoporre a un’altra seduta.

Peli sul seno

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Ci sono argomenti di cui non si parla molto, uno tra tutti i peli sul seno.

Nonostante negli ultimi anni si siano scardinati molti tabù, i peli intorno ai capezzoli rimangono un discorso marginale, spesso motivo di imbarazzo e vergogna.

Vista la poca informazione, però, molte donne ricorrono a metodi fai da te che mettono a rischio la zona del seno, una delle più delicate di tutto il corpo femminile.

Il problema, infatti, è che cercando su internet si trovano rimedi contro i peli aggressivi e poco efficaci che aggirano il problema senza risolverlo davvero.

Dunque, ho deciso di affrontare l’argomento per spiegarvi il motivo per cui compaiono i peli sul seno e quali sono i rimedi per eliminarli efficacemente.

Perché crescono i peli intorno ai capezzoli?

La peluria sul seno è un inestetismo più che comune che colpisce in modo più o meno evidente la maggior parte delle donne.

In molti casi è un problema circoscritto alla zona dell’areola, ma ci sono delle situazioni in cui i peli crescono anche tra le mammelle o sul décolleté.

I motivi per cui crescono i peli sul seno sono diversi, uno tra tutti gli squilibri ormonali.

I peli, infatti, solitamente crescono in questa zona a seguito dello sviluppo, durante o dopo una gravidanza, in menopausa oppure con l’assunzione di contraccettivi ormonali.

Ci sono altre situazione in cui, però, la peluria sul seno è causata da altre patologie:

  • Amenorrea;
  • Disturbi alimentari;
  • Ovaio policistico;
  • Obesità:
  • Eccessiva produzione di cortisolo;
  • Particolari medicinali a base di androgeni.

Qualunque sia la motivazione, non c’è da preoccuparsene: la crescita dei peli sul seno è un fenomeno che non deve diventare un cruccio. Se, però, i peli dovessero iniziare a creare imbarazzo o vergogna ci sono dei rimedi per eliminarli, vediamo quali sono.

Come eliminare i peli sul seno?

Per eliminare o rimuovere i peli sul seno si può ricorrere a diversi metodi.

I più utilizzati sono il rasoio e la ceretta, gli stessi che personalmente sconsiglio sempre, in qualunque situazione.

La pelle del seno è molto delicata e non può essere trattata come le altre zone del corpo in cui crescono i peli. Ecco perché cerco sempre di proporre metodiche alternative che non irritino o infiammino la pelle. 

I metodi che suggerisco di adottare sono la pinzetta ma ancor meglio l’epilazione laser. La prima da usare quando si hanno pochi peli, la seconda se si vuole eliminare il problema alla radice dimendicandosi per sempre dei peli sul seno. 

Come dicevamo prima, però, la zona del seno richiede un’attenzione particolare. Ecco perchè il trattamento laser dev’essere eseguito solo da professionisti esperti nella cura della pelle. Bisogna saper scegliere il macchinario più adatto al fototipo e strutturare un percorso ad hoc che possa donare realmente dei benefici a lungo termine senza danneggiare in alcun modo la zona trattata.

Laser epilazione

I metodi tradizionali, come la ceretta, la pinzetta, la crema depilatoria o anche la decolorazione del pelo, è vero che eliminano il pelo in modo rapido e talvolta indolore, ma comportano un elevato pericolo di follicoliti e di infezioni, che chiunque vorrebbe evitare.

I trattamenti laser o a luce pulsata di ultima generazione, invece, sono ideali per contrastare la peluria sul seno, perché eliminano in poche sedute e definitivamente i peli senza effetti collaterali e rischi per la salute. 

In particolare, il laser ad Alessandrite, quello a Diodi ed il laser Nd-Yag colpiscono esclusivamente il bulbo pilifero, dove si concentra la melanina che dà vita al pelo, distruggendone la radice.

Sottolineo che, vista la peculiare sensibilità dell’area, è fondamentale affidarsi a mani esperte specializzate non solo in medicina estetica, ma anche nelle specificità del seno.

Il mio ruolo, infatti, è sempre quello di valutare tutte le variabili che possono essere la causa del problema e poi capire quale trattamento si adatta meglio alle vostre esigenze e ai vostri desideri.

Rippling del seno

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Il rippling del seno è una delle possibili complicanze dell’intervento di mastoplastica additva, consiste nell’intravedere sotto la pelle mammaria le pieghette della protesi. 

A tutte le mie pazienti, spiego sempre che l’intervento al seno sia un’operazione molto delicata, proprio per questo motivo richiede esperienza e competenza elevata. Il ruolo di un bravo chirurgo non è solo quello di realizzare i desideri che le donne richiedono, ma anche cercare di evitare il più possibile eventuali complicanze. 

Il rippling, di fatto, è una situazione alquanto rara ma è sempre un possibile effetto collaterale dell’intervento. Cerchiamo di capire bene quali siano le cause che portano a questo problema, come evitarlo fin dal principio e quali sono le soluzioni per rimediare qualora il danno fosse ormai fatto.

Le cause del rippling

Prima di analizzare le cause è indispensabile distinguere un rippling che è presente subito dopo l’intervento da uno che si manifesta a mesi o anni di distanza. .

Se il rippling è immediato non bisogna preoccuparsi perché, molto probabilmente, è dovuto all’assestamento inziale delle protesi. In questa situazione, infatti, rassicuro sempre le mie pazienti perché i piccoli avvallamenti scompaiono naturalmente dopo pochi mesi.

Quando il rippling si manifesta a distanza di qualche tempo dall’intervento, invece, è molto probabile che la causa sia differente. 

Da sempre, ripeto che la mastoplastica deve rispettare le naturali proporzioni del corpo di ogni donna affinchè il risultato finale possa essere armonioso. Infatti se si scelgono delle protesi eccessivamente grandi, i tessuti mammari potrebbero non ricoprirle le protesi per intero e si potrebbe quindi presentare un effetto collaterale come il rippling.

Infine, quando pieghe ed ondulazioni della protesi compaiono a distanza di anni dall’operazione, la causa potrebbe essere dovuta ad un cambiamento della consistenza della protesi oppure ad un assottigliamento dei tessuti del seno.

Nel primo caso, il mio consiglio è quello di eseguire un’ecografia mammaria e quindi eventualmente valutare un intervento di sostituzione dell’impianto; nel secondo cos, invece, bisognerà cercare di recuperare la naturale compattezza dei tessuti e probabilmente sarà sufficiente riprendere qualche chilo perso.

Dobbiamo considerare infatti che il risultato finale di un intervento al seno dipenda in gran parte da come reagiscono i tessuti mammari. Se questi diventano troppo sottili o, fin dall’inizio, non coprono per intero tutta la protesi, questa potrebbe diventare evidente e intravedersi attraverso la pelle.

Come evitare il rippling del seno

In base alla mia esperienza, per evitare il rippling è importante scegliere con attenzione la protesi da utilizzare e la corretta tecnica chirurgica. Molti chirurghi, purtroppo, non hanno sufficiente esperienza e non considerano alcuni aspetti fondamentali di questa delicata chirurgia.

Per evitare il rippling, ad esempio, è necessario scegliere con la massima attenzione la protesi da utilizzare e progettare nel dettaglio ogni fase dell’operazione considerando i tessuti di partenza della paziente.

Nella maggior parte dei casi la scelta di una tecnica dual plane in combinazione ala forma anatomica dell’impianto permette di ottenere splendidi risultati e di ripettare la naturalezza dei tessuti.

Utilizzando questa tecnica è possibile ottenere un duplice vantaggio:

  • La protesi è coperta per intero dai tessuti che la circondano nella sua porzione inferiore;
  • L’impianto superiormente è posizionato sotto al muscolo, sotto al quale non sarà possibile intravedere alcuna piega.

Tutte le valutazioni andranno fatte prima dell’operazione e se quindi il seno viene rifatto bene, la possibilità di sviluppare complicazioni sarà molto vicina allo zero e il risultato sarà molto naturale e armonioso.

Come si può rimediare?

Nel caso però in cui il rippling si sia già presentato e quindi sia necessario rimediare, sono almeno due soluzioni da poter considerare: un intervento per sostituire le protesi oppure ispessire i tessuti del seno con il trapianto di tessuto adiposo.

Fortunatamente nella maggior parte dei casi le imperfezioni possono essere corrette con la tecnica del lipofilling che consiste in un autotrapianto del proprio grasso. 

Il grasso autologo, infatti, è in grado di rigenerare e ristrutturare i tessuti mammari, così che questi possano coprire per intero la superficie della protesi e rendere meno evidenti pieghe o ondulazioni visibili

Il lipofilling è una tecnica che prevede l’utilizzo dei propri tessuti, quindi materiale al 100% biocompatibile che comporta alcun effetto collaterale o controindicazione, né a breve né a lungo termine.

Intervento al seno: le 5 considerazioni da fare

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L’intervento al seno è tra gli interventi di chirurgia estetica più diffusi e desiderati in assoluto dal pubblico femminile. 

Molte donne si rivolgono a me per correggere anche solo piccole imperfezioni del seno che possono riguardare i capezzoli, la forma in generale o la simmetria tra le mammelle, altre donne invece desiderano solo migliorare le proporzioni del corpo cambiando proprio la dimensione delle mammelle.

Per molte donne, in effetti, il seno rappresenta un punto critico del loro corpo, per questo possono sentirsi meno sicure a causa delle sue dimensioni.

Il proprio corpo dovrebbe essere sempre accettato e nessuna imperfezione dovrebbe far sentire una donna meno attraente o meno sicura di sé, ma ci sono dei casi in cui, se lo si desidera, ci si può rivolgere a un chirurgo plastico per migliorare alcuni importanti dettagli.

Rifarsi il seno

Purtroppo, se ci si sottopone a un intervento chirurgico frettolosamente, può capitare di non ottenere la piena  soddisfazione del risultato estetico ottenuto.

La nascita dell’insoddisfazione può derivare da scelte prese in modo superficiale, proprio a causa di una scarsa conoscenza della materia e per aver reperito informazioni poco imprecise.

Ecco perché, per evitare questi spiacevoli inconvenienti, ho deciso di elencare le 5 considerazioni più importanti da fare prima di sottoporsi a un intervento al seno.

1 L’intervento al seno va eseguito da un chirurgo plastico specializzato

La scelta del chirurgo è il primo grande passo: è importante affidarsi a mani esperte che siano in grado di affrontare qualsiasi situazione.

Il chirurgo dev’essere competente, empatico ma soprattutto in grado di studiare dettagliatamente la situazione di partenza. 

In questo modo sarà possibile dare delle aspettative reali alla paziente, anche grazie ad uno studio attento delle proporzioni che possa migliorare l’armonia del fisico senza però stravolgerne le forme.

2 Età per rifarsi il seno

L’età, ma più in generale il periodo della vita, durante il quale si decide di rifarsi il seno, incide molto sul risultato finale che si può ottenere e sulla sua stabilità nel tempo.

L’intervento chirurgico al seno è vietato ai minori di 18 anni, ma è anche poco consigliato  ai minori di 21.

Inoltre, prima di rifarsi il seno è meglio riferire al chirurgo i propri intenti per il futuro riguardo a immediate gravidanze, perdite o, aumenti di peso già programmati o altri fattori che potrebbero condizionare la stabilità del seno.

Questo perché, sebbene tutti questi elementi non influiscano sulle protesi che verranno impiantate, possono comunque alterare il modo in cui apparirà il seno a distanza di qualche anno dopo l’operazione.

E’ quindi indispensabile per sottoporsi a un intervento al seno che la paziente abbia raggiunto la maturità nello sviluppo del proprio corpo.

3 Scegliere le protesi mammarie

La scelta delle protesi è sempre molto complessa ma è proprio qui che il chirurgo estetico gioca un ruolo fondamentale.

Esistono diversi tipi di protesi ma non esiste la protesi migliore in assoluto, grazie a forme e dimensioni diverse è possibile migliorare e rispettare la forma di partenza di ogni donna.

Un bravo chirurgo ha il compito di indirizzare la paziente verso la protesi più adatta alla sua situazione di partenza ed risultato che desidera.
L’obiettivo, infatti, è valorizzare il décolleté e farlo risultare perfettamente armonioso e proporzionato con il resto del corpo.

4 Indicazioni post operatorie

Oggi, possiamo dire che la mastoplastica additiva sia una procedura molto meno invasiva rispetto al passato poichè permette di riprendere le normali attività già dopo qualche giorno.

A differenza dei vecchi interventi di chirurgia estetica, infatti, con le nuove tecniche chirurgiche e i nuovi farmaci utilizzati in anestesia, il dolore post-operatorio è nullo.

Nonostante questo, è fondamentale dopo l’intervento rimanere a riposo per almeno 24/48 ore e riprendere le attività in modo lento e graduale, specialmente per quanto riguarda la parte superiore del corpo.

E’ compito mio, cioè del chirurgo, spiegare nel dettaglio come prendersi cura del proprio seno dopo l’operazione, ogni volta che vengono dimesse ricordo alle mie pazienti che possono chiamare il clinica per qualsiasi dubbio o esigenza.

5 Rischi e complicanze

La mastoplastica non è più un’operazione rischiosa, sempre che ci si affidi a un’equipe  preparata, allenata e competente.

Il mio ruolo, infatti, è quello di assicurarmi prima dell’intervento che ci siano tutti i presupposti per affrontare la mastoplastica in totale tranquillità.

Per quanto si possano scegliere protesi di alta qualità o tecniche microinvasive, per garantire e quindi ottenere il miglior risultato estetico possibile, bisogna anche accertarsi che non ci sia alcun fattore di rischio che, se trascurato, potrebbe rendere meno bello il risultato finale.

Come cambia il seno al variare del peso

seno gonfio e aumento di peso

Il seno è una delle parti del corpo di una donna che, col passare del tempo, cambia maggiormente. Con gli anni il seno aumenta, diminuisce, si vuota oppure si riempie. 

Mi è capitato diverse volte di sentire donne contente di avere un seno più pieno o leggermente più piccolo a causa di variazioni del peso. Ma questo sentimento vale anche quanto il cambiamento è netto o inaspettato? Secondo la mia esperienza la risposta è negativa ed è una delle cause che spinge le pazienti a chiedermi aiuto.

Ogni donna è unica, così come il suo seno, motivo per cui né la dimensione né la forma dovrebbero essere motivo di body shaming.
D’altro canto, però, ci sono donne che non si sentono a loro agio con il proprio corpo e decidono quindi di intervenire chirurgicamente.

Quali sono i fattori che influenzano la misura del seno

Direi che il primo grande momento in cui una donna vede il suo seno cambiare considerevolmente è la pubertà.

In età adolescenziale, infatti, il seno, grazie a ormoni specifici, cresce fino a raggiungere la sua forma e il suo volume definitivo.

Sebbene i seni crescano principalmente al variare degli estrogeni, ci sono altri fattori che possono condizionarne lo sviluppo.

Nella maggior parte dei casi si tratta di familiarità, quindi di fattori genetici: se gran parte delle donne in famiglia hanno un seno voluminoso, è molto probabile che questa caratteristica morfologica sia ereditata.

Un altro fattore che certamente condiziona la taglia del reggiseno è lo sport: ci sono infatti alcuni esercizi che possono tonificare i muscoli del petto, costruendo il giusto sostegno e rendendo il seno più sodo.

Non dimentichiamo poi il ciclo mestruale, gli anticoncezionali ormonali e la maternità.

Bisogna infatti considerare l’azione degli ormoni, che in tutti e tre i casi presentano dei livelli più alti della norma che possono agire sul corpo modificando temporaneamente le forme.

È vero che perdendo peso il seno cambia?

Prima di rispondere alla domanda, facciamo un passo indietro. 

Le mammelle sono formate da tessuto connettivo, ghiandole e tessuto adiposo. 

Specialmente quest’ultimo è presente in percentuali diverse a seconda del soggetto, tant’è che ogni donna ha forme proprie, che, inevitabilmente, variano in base al proprio peso.

In poche parole possiamo affermare che la grandezza del seno può cambiare a seconda dei chili presi o persi.

Se, da una parte, aumentare di peso potrebbe significare una taglia in più, dall’altra dimagrimenti eccessivi o troppo rapidi potrebbero essere motivo di ptosi mammaria, cioè di una discesa o svuotamento del seno. Dopo un dimagrimento evidente, infatti, molte donne mi chiedono aiuto perché il loro seno appare cadente, svuotato e pendulo.

Sebbene sia del tutto fisiologico, questa condizione può causare imbarazzo e vergogna, ecco quindi che la chirurgia estetica può essere la soluzione ideale per tornare ad avere un seno alto, sodo e compatto.

Come aumentare il seno

Su internet si legge di tutto: dalle zuppe alla rucola, dalle ostriche alle creme volumizzanti. Purtroppo però, nessuno di questi metodi è efficace e tanto meno definitivo.

Come abbiamo visto, l’unico modo davvero valido per aumentare il volume del seno in modo definitivo è affidarsi a un chirurgo plastico esperto in seno.

Insieme si possono valutare le diverse opzioni e scegliere la tecnica che meglio si adatta alla propria situazione e alle proprie esigenze.

L’intervento più richiesto ed eseguito per aumentare il volume del seno è senza dubbio la mastoplastica additiva, tuttavia, per aumenti più lievi, si può optare per una tecnica meno invasiva, il lipofilling.

In questo caso, si possono rimodellare due aree del corpo contemporaneamente: quella da cui viene prelevato il grasso e quella in cui viene inserito, ossia il seno.

Se invece, l’obiettivo è sollevare il seno allora l’intervento più adatto è la mastopessi.

Questa tecnica consente di sollevare i seni discesi o svuotati, che quindi, alla fine dell’operazione, risultano otticamente più grandi.

Mastopessi senza cicatrici

mastopessi senza cicatrici

“È possibile eseguire un intervento di mastopessi senza cicatrici?”
Se fino a qualche anno fa la risposta era categorica, oggi non è più così.

Infatti, grazie ai passi in avanti compiuti dalla medicina e dalla chirurgia estetica, ci sono delle nuove tecniche operatorie in grado di minimizzare le cicatrici e renderle praticamente invisibili, a patto che ci sia affidi a professionisti del settore come me.

Di fatto, per operare con queste tecniche servono anni di formazione e di pratica; solo in questo modo si può garantire alla paziente un risultato del tutto naturale, anche se l’intervento non è tra i più semplici da eseguire.

Vediamo quindi di capire come si può eseguire un intervento di sollevamento del seno senza lasciare segni evidenti.

Seno cadente 

Partiamo prima da un presupposto: l’intervento di mastopessi è un’operazione chirurgica che viene consigliata a tutte le donne che presentano un seno cadente, svuotato e floscio.
Questa è una condizione molto comune, ma, specialmente nelle donne più giovani, può creare disagi e imbarazzi, limitando le pazienti.

Le cause di un seno che tende a scendere possono essere diverse: può trattarsi di uno stile di vita poco attivo, un’alimentazione scorretta, cambi di peso repentini oppure fattori ereditari.
C’è poi da sottolineare un’altra cosa: più il seno è voluminoso, più ci sono probabilità che questo tenda a svuotarsi con il passare degli anni.


La buona notizia, però è che, sebbene non ci siano rimedi naturali che possano restituire ai tessuti mammari la loro naturale compattezza e tonicità, esiste un intervento chirurgico in grado di ridare forma, tonicità e pienezza al décolleté.

Come risollevare il seno 

Per avere un seno alto e sodo, la cosa migliore sarebbe prevenirne la discesa, adottando uno stile di vita sano ed equilibrato.
Quando però le mammelle hanno cambiato forma e hanno perso la loro tonicità, ci sono diverse soluzioni chirurgiche per contrastare questi inestetismi.

In questo caso, il mio consiglio è quello di affidarsi solo ed esclusivamente a professionisti con anni di pratica alle spalle, poichè esistono diverse tecniche, e non ce n’è una migliore o una peggiore. Insieme al chirurgo estetico, dopo aver analizzato bene la situazione di partenza, si sceglie quella più adatta a realizzare i desideri della paziente. Un bravo chirurgo, infatti, ha il compito di capire come realizzare i suoi desideri senza però stravolgere le forme.
Cerchiamo di capire insieme quali sono le alternative tra cui scegliere.

Mastopessi senza protesi 


L’intervento di mastopessi senza protesi permette di ottenere risultati molto armonici e proporzionati.
Questa tecnica, infatti, consente di riposizionare l’altezza del capezzolo, per dare al seno un aspetto ancora più giovane.
Quando si opta per un intervento simile, il chirurgo può scegliere tre diverse soluzioni per incidere:

  • Zona periareolare: intorno all’areola, quando il grado di ptosi non è eccessivo;
  • Cicatrice verticale: lunga circa 5 cm, è l’ideale per chi desidera sollevare i tessuti ed eliminare la pelle in eccesso;
  • Incisione orizzontale: una sorta di T rovesciata consente di rendere la cicatrice facilmente nascondibile.

Mastopessi senza cicatrici: la tecnica multiplane 

Direttamente dall’estero, la tecnica multiplane permette di sollevare il seno di 2-3 o anche 4 cm senza creare cicatrici in zone visibili.
Grazie a questo intervento è possibile sollevare e aumentare il volume del seno grazie all’inserimento di una protesi.
Se, però, il desiderio non è quello di aumentare il seno, la protesi scelta potrà essere di dimensioni ridotte; in caso contrario sarà inserita una protesi più grande ma sempre armonica con il resto del corpo.

La particolarità di questa tecnica è che la mastopessi viene eseguita solo attraverso dei punti interni che non creano cicatrici visibili.
Alla fine intervento, infatti, sarà presente solo la cicatrice del piccolo taglio nella parte bassa del seno, che serve per inserire la protesi scelta.

A questo punto, c’è da capire un’ultima cosa: quale protesi utilizzare?
Partendo dal presupposto che si può scegliere la dimensione che più si desidera, l’importante è che queste siano di ultimissima generazione e dalla forma anatomica, per assicurarsi un risultato ancora più naturale.

Mastopessi cicatrici

Sebbene con la tecnica multiplane le cicatrici siano molto meno evidenti, e molto più piccole e nascoste, di un intervento di mastopessi standard, purtroppo, dei piccoli segni sono inevitabili.
Di contro, però, ci sono alcuni accorgimenti da adottare per farli progressivamente sparire, e tornare ad avere una pelle perfettamente omogenea.

Prima di tutto bisogna scegliere con cura, e senza fretta, la clinica e l’esperto a cui affidarsi. Non tutti i chirurghi possono o sanno eseguire correttamente un intervento di mastopessi, motivo per cui suggerisco sempre di rivolgersi solo a professionisti esperti in chirurgia del seno.

Altro punto fondamentale è la cura delle cicatrici: anche se si tratta di piccoli segni, come nel caso della mastopessi multiplane, è importante curarle e medicarle.
L’applicazione di oli o creme a base di silicone è davvero fondamentale per una corretta guarigione e ripresa delle pelle.

Intervento al seno e contraccettivi

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L’intervento al seno è un intervento chirurgico e come tale può presentare delle complicanze, anche se minime.

Abbiamo già visto più volte che la mastoplastica è una tecnica relativamente semplice che però richiede degli accorgimenti prima, durante e dopo l’intervento.

Uno di questi accorgimenti riguarda sicuramente l’utilizzo di contraccettivi ormonali, quindi di farmaci utilizzati per prevenire l’insorgenza di una gravidanza o per curare particolari patologie della donna.

Va premesso che non ci sono problemi tra un intervento al seno e questi contraccettivi bensì tra questi ultimi e l’intervento chirurgico.

Questi farmaci, infatti, possono alterare i valori della coagulazione del sangue e modificare la dimensione del seno.

Avere dei valori nella norma è il primo passo per evitare complicanze in fase operatoria; non che siano all’ordine del giorno, ma qualunque paziente vorrebbe evitarle.

Esistono diversi contraccettivi, quelli che possono provocare delle alterazioni al seno, però, sono quelli di tipo ormonale, quindi pillola, cerotto, spirale, anello e progestinici.

Di contro, è importante sottolineare che non tutte le donne assumono o fanno uso di questi farmaci per evitare delle gravidanze; vediamo quindi di capire quando è il caso di interromperne l’assunzione e quando se ne può fare a meno.

Anticoncezionali o cure ormonali?

Possiamo suddividere i contraccettivi in due grandi categorie: gli anticoncezionali e i farmaci ormonali.

Sebbene siano la stessa cosa, ci aiutano a distinguere i motivi per cui si utilizzano.

Per fare un esempio: la pillola può essere assunta per non rimanere incinta oppure per trattare delle particolari condizioni, come endometriosi, amenorrea, ovaio policistico, fibromi etc…

Durante una visita di consulto, è importante capire se si utilizzano dei contraccettivi come cure ormonali o per motivi diversi.

Questo perché, qualora la paziente assumesse, ad esempio, la pillola anticoncezionale per evitare delle gravidanze, è meglio sospenderla e riprenderla dopo l’intervento.

Se però la paziente è sotto cura ormonale, allora si valuta la sua condizione specifica e, in accordo con il ginecologo di riferimento, si procede all’intervento con delle precauzioni maggiori.

I contraccettivi da sospendere

Dunque, possiamo dire che gli unici contraccettivi da sospendere sono gli anticoncezionali.

In questo caso è bene interromperne l’utilizzo almeno un mese o due settimane prima dell’intervento; si può poi ricominciare ad utilizzarli dopo due settimane dall’operazione.

Questo perchè delle alterazioni della coagulazione o di altri fattori che vengono coinvolti durante una mastoplastica, potrebbero aumentare il rischio di trombosi o altre complicanze spiacevoli.

Questo vale per l’intervento al seno così come per qualsiasi altro intervento, ecco perché, a prescindere dalla motivazione che spinge la paziente a rivolgersi a un medico estetico, va sempre sottolineato se si fa uso di contraccettivi ormonali e per quale ragione.

Sarà poi il chirurgo a valutare caso per caso e scegliere come agire per tutelare la paziente e garantirle un decorso post operatorio sereno e senza intralci.

È bene quindi affidarsi a un professionista esperto che abbia migliaia interventi alle spalle, così che sia più preparato a qualsiasi evenienza.

Il decorso post operatorio

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Il decorso post operatorio di una mastoplastica, che sia additiva, riduttiva o di sollevamento, è molto soggettivo.

Ogni paziente è diversa e ha bisogno di attenzioni diverse, motivo per cui suggerisco quasi sempre di fermarsi a dormire in clinica una notte.

Sebbene non sia obbligatorio trattenere la paziente, io e molti altri miei colleghi crediamo sia la scelta migliore per velocizzare i processi di guarigione.

Prima di spiegarti il motivo, però, vorrei darti delle semplici indicazione da seguire per vivere in totale serenità il tuo post intervento.

Come comportarsi dopo la mastoplastica?

Come abbiamo già visto in altri articoli, l’intervento al seno non è certamente tra i più impegnativi.

Infatti, sebbene si tratti di un’operazione a  tutti gli effetti, il corpo ha bisogno solo di qualche giorno per riassestarsi.

In questi giorni, però, è fondamentale stare a riposo, non fare sforzi eccessivi con la parte alta del corpo e indossare 24/24 il reggiseno post operatorio.

In più, io consiglio sempre di non fumare ed evitare di bere alcolici, in quanto entrambi potrebbero rallentare i processi di guarigione.

Un aspetto importante che non va tralasciato è quello relativo alle cicatrici: prenditene cura, disinfettale e applica la crema (link) per evitare che rimangano visibili.

Per ultimo, chiedi! Non avere paura di chiedere se ti vengono dei dubbi o delle domande: il chirurgo, il suo staff e la clinica in cui opera sono a tua totale disposizione.

Fermarsi a dormire in clinica: si o no?

Molte pazienti, in fase di consulto, mi chiedono se dopo l’intervento possono tornare a casa.

La risposta è sì, non c’è nessun obbligo per cui la paziente debba trattenersi una notte, a prescindere dal tipo di anestesia che viene somministrata.

Tuttavia, io suggerisco quasi sempre di fermarsi una notte, ecco perchè:

  • Il costo per te è invariato (a meno che non ci si affidi a cliniche piccole, alternativa che io sconsiglio vivamente);
  • Andare via il mattino dopo l’intervento mi garantisce che tu stia davvero a riposo; ricordiamoci che dopo l’intervento bisogna evitare sforzi delle braccia, cosa che raramente avviene se si va a casa;
  • Hai personale medico sanitario che a qualsiasi domanda, dubbio o piccola preoccupazione può risponderti immediatamente;
  • Per qualsiasi necessità, anche solo per andare in bagno, hai a disposizione infermieri che possono aiutarti immediatamente;
  • In caso di necessità, o di normale routine, in clinica si hanno a disposizione tutti i farmaci necessari.

Tutti questi elementi, insieme, rappresentano un maggior comfort nella gestione del post intervento, soprattutto quando si inseriscono delle protesi.

Fermarsi dormire una notte in clinica, infatti, fa diminuire le possibilità di infiammazione del seno e quindi le chances di complicanze.

Come dormire dopo una mastoplastica?

Se di giorno possiamo mettere in atto una serie di accortezze per evitare gli sforzi, di notte non siamo pienamente consci del nostro corpo.
Tuttavia, bisogna cercare di fare attenzione per evitare qualsiasi infiammazione o possibile complicanza, soprattutto se si è solite muoversi molto la notte.

Dopo l’intervento di mastoplastica, specialmente se additiva, bisogna tutelare diversi aspetti:

  1. La formazione di accumuli di liquidi;
  2. La cura e la guarigione delle cicatrici;
  3. L’assestamento delle protesi.

Ecco quindi che, per assicurarsi un risultato finale perfetto, ci sono delle piccole accortezze da seguire durante il decorso post operatorio.

In primis l’utilizzo del reggiseno post operatorio, che diventerà il tuo migliore amico per i successivi 30 giorni dall’intervento. Permette infatti di avvolgere il seno, velocizzare il processo di assestamento delle protesi e di far drenare eventuali liquidi.

Un altro suggerimento è cercare di dormire supina, quindi a pancia su, evitando di girarti sui lati. Per farlo, metti dei cuscini grandi alla tua destra e alla tua sinistra, così che i movimenti siano limitati il più possibile. Anche durante il giorno, cerca di tenere la parte superiore del corpo sollevata, almeno per le prime 24-48 ore: bastano un paio di cuscini o una poltrona reclinabile.

Come eliminare le smagliature sul seno con il laser frazionato

smagliature-sul-seno

Le smagliature sono delle striature cutanee che  coinvolgono diverse aree del corpo, compreso il seno, e assumono nel loro percorso evolutivo due diverse morfologie:

  • Striae rubrae, di colore rosa e tendenti al rosso, lo stadio iniziale;
  • Striae albae, bianche, quello cicatriziale.

La profondità e la consistenza di queste lesioni testimoniano la progressiva rottura dei capillari e delle fibre di collagene ed elastina: alla fase infiammatoria iniziale segue, infatti, l’atrofizzazione e l’ipopigmentazione delle lesioni.

Smagliature seno, le cause

I fattori scatenanti comuni a molte donne sono la crescita del seno, i repentini cambi di peso, la predisposizione genetica, le malattie endocrine, alcune terapie farmacologiche e l’invecchiamento. I fattori ormonali che caratterizzano la comparsa di smagliature sul seno sono l’adolescenza e la gravidanza. Ma la vera questione rimane: esistono dei veri rimedi per le smagliature rosse e bianche?

Le speranze di un miglioramento visibile e duraturo delle smagliature del seno diventano certezza dopo aver conosciuto l’efficacia del laser frazionato sulle smagliature.

Contro le smagliature: la testimonianza di una paziente

Ecco una giovane donna, Roberta, che, dopo essersi sottoposta ai laser di ultima generazione utilizzati dal dottor Spano, ha vinto la sua lotta contro le smagliature del seno e ritrovato la tonicità e la compattezza dei tessuti.

Grazie per aver accettato di condividere con noi la tua gioia per aver recuperato, con qualche piccolo sacrificio, una forma invidiabile.

Osservarmi allo specchio e notare l’assortimento di smagliature bianche e smagliature rosse disposte sia linearmente che a raggiera sulla pancia, sui fianchi e sulla parte alta delle cosce era ormai un’abitudine. Il colpo di grazia sono state le smagliature sul seno apparse dopo aver allattato il primo bimbo.

Mi sono sentita brutta, mortificata e poco attraente. Per non parlare dei sensi di colpa per non aver cercato di prevenirne la comparsa. Il dottor Spano mi ha rassicurato dicendo che, nel mio caso, era presente una predisposizione genetica e che i sensi di colpa non portano a nulla. Insomma, era ora di voltare pagina e pensare seriamente a come togliere le smagliature.

Vogliamo conoscere meglio la tua storia. A che età sono comparse le prime smagliature?
A 13 anni il mio corpo ha iniziato ad arrotondarsi nei punti canonici: petto, fianchi, glutei e cosce diventavano più pieni e mi creavano un certo imbarazzo. In contemporanea cresceva anche il mio appetito e devo dire che la paura di ingrassare era l’ultimo dei miei pensieri. Quando vidi le prime striature rosa non mi preoccupai perché pensavo sarebbe sparite con il tempo, ma ne parlai con la mamma: mi disse che sia lei che la zia ne soffrivano dall’adolescenza.

Poi le smagliature sono diventate un problema non solo estetico, ma psicologico che ha influito sul tuo umore e sull’autostima…
Eh sì, mi vergognavo a indossare il bikini. Inoltre con gli anni avevo accumulato dei chili di troppo e mi sottoponevo a diete feroci.
Alimentazione disordinata e insufficiente idratazione completarono tristemente il quadro: intorno ai 19-20 anni la nefasta alternanza di periodi di “abbondanza” e di rapidi dimagrimenti mi tramutarono nella testimonial ideale dell’effetto yo-yo! Le smagliature erano evidenti e toglierle di mezzo divenne il mio sogno segreto. La mia prima cura contro le smagliature? I rimedi casalinghi che conoscevo erano i massaggi con olio di oliva e l’applicazione di creme che trovavo al Supermercato.

Poi ti sei sposata e sono arrivati tre bei bambini. La gravidanza ha peggiorato la situazione?
Mi sono sposata a 23 anni e nello stesso anno sono diventata mamma di un bel bimbo. Ammetto di non aver pensato a come prevenire la comparsa di nuove smagliature dovute all’aumento del seno e della pancia.
Dopo il parto e la perdita dei chili accumulati, ho cercato dei trattamenti per le smagliature in farmacia e in un centro estetico, ma le dermoabrasioni e i peeling chimici erano dolorosi e, nel mio caso, poco efficaci. Ho sperimentato le cure per smagliature più disparate: dal massaggio con oli vari ai sieri più costosi. Con la nascita delle bambine le smagliature non sono aumentate di numero, ma sono sbiancate, allargate di qualche millimetro e diventate simili a piccoli solchi che potevo sentire al tatto.

E così, a 40 anni, hai chiesto aiuto allo specialista.
Mio marito ed io abbiamo fissato un appuntamento con il dottor Spano, dopo diverse ricerche su internet e grazie anche al passaparola tra amiche e conoscenti che si erano rivolte a lui per altri motivi. Cosa mi ha colpito? La sua pazienza ad ascoltare non solo la mia “biografia” dettagliata, ma ogni tipo di dubbio o domanda che avevo accumulato nel cuore.

Come si è svolta la visita?
Ha voluto conoscere la mia storia clinica… dalle origini ai giorni nostri! Poi ha analizzato il tessuto cutaneo delle zone interessate, la consistenza e l’elasticità della pelle ed infine la gravità delle lesioni. La diagnosi e la cura sono state tempestive e la scelta sul tipo di laser più adatto mi è stata illustrata minuziosamente senza creare aspettative miracolose. Le smagliature bianche sarebbero state un osso duro, ma avremmo potuto attenuarle notevolmente.

Quale tipologia di laser ha applicato?
Il laser Neodimio Yag sulle striature recenti, cioè quelle rosa e rosso violaceo, mentre su quelle più vecchie, le bianche, il più indicato è il laser CO₂ frazionato microablativo abbinato a radio-frequenza. Mi ha spiegato che la loro azione congiunta stimola la formazione di nuovo collagene. Nel mio caso si sono rese necessarie 5 sedute della durata di 20-30 minuti a distanza di circa 40 giorni. Senza anestesia!

Sei soddisfatta?
Adesso posso indossare tutti i bikini che mi sono persa in questi anni!

Alcune tipologie di laser, non medicali, sono usate da operatori non sanitari di centri estetici che promettono miracoli in tempi brevi. Cosa pensi dei rimedi per le smagliature low cost?
In parte anche per esperienza diretta, posso dire che sono poco affidabili e pericolosi perché possono generare allergie, irritazioni e scottature dolorose. La bacchetta magica di Harry Potter non esiste. Scegliere la professionalità del chirurgo plastico aggiornato e coscienzioso esige un costo adeguato, ma i risultati si vedono e ti cambiano la vita.

Un’intervista contro le smagliature ed i sensi di colpa

La nostra ospite, Roberta, è diventata anche un’assidua lettrice del Blog del Dottor Spano. Così abbiamo deciso di trasformare questa simpatica chiacchierata in un’intervista a regola d’arte per darle l’occasione di partecipare e condividere la propria esperienza. La cura della pelle è un argomento assolutamente centrale per chi si occupa di chirurgia e medicina estetica ed un problema particolare e diffuso, come le smagliature, può nascondere molte insidie.

Il Laser che utilizziamo garantisce risultati sorprendenti per chi come Roberta vuole dimenticarsi dei segni delle smagliature del seno e pochi centri a Milano sono all’avanguardia come theClinic in termini di competenza e attrezzature.