Mastoplastica additiva: prima e dopo l’intervento

mastoplastica additiva

Il desiderio di regalarsi un seno nuovo è assolutamente legittimo, tant’è che la mastoplastica additiva è uno degli interventi chirurgici più richiesti dalle donne tra i 20 e i 40 anni.

Per poter affrontare al meglio questo intervento, però, è necessario che la paziente abbia tutte le informazioni del caso, riguardanti sia il pre che il post operazione.
Il mio ruolo da chirurgo, infatti, è quello di guidarvi nella scelta dell’intervento, affinché possiate scegliere se procedere subito con la chirurgia o se, piuttosto, decidere di sottoporsi all’intervento in un momento differente,

Dunque, ecco qualche fattore da tenere a mente prima di decidere se sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva.

L’importanza della visita di chirurgia plastica

La visita di consulto è forse la parte più importante perchè è il momento in cui si decide come intervenire e quindi come apparirà il seno una volta rifatto.

Infatti, la prima cosa da fare è scegliere attentamente il chirurgo che vi seguirà. Soltanto scegliendo un professionista competente ed esperto di chirurgia ci si potrà assicurare il risultato realmente sperato. 

Ecco perché, per rassicurare le mie pazienti, faccio sempre veder loro delle immagini dei miei precedenti interventi di mastoplastica additiva; questo mi permette di dare loro maggiori sicurezze e un’idea abbastanza chiara dei risultati che saremo in grado di ottenere. 

Operazione al seno: come prepararsi

In un altro articolo abbiamo visto come prepararsi a un intervento al seno (link); facciamo un breve riassunto:

  • Informatevi sulle tipologie di protesi (link) da poter utilizzare e sulle possibilità di inserimento; non abbiate paura di chiedere al chirurgo e di manifestargli desideri, dubbi o perplessità.
  • Considerate anche la possibilità di intervenire in maniera più completa o, addirittura, diversa. In alcuni casi, infatti, potrebbe essere necessaria una mastopessi, che dona al seno un effetto lifting, più sostenuto e pieno nella parte superiore. Per aumentare il seno in maniera più soft, invece, esiste il lipofilling, che aumenta leggermente il seno attraverso l’iniezione di una certa quantità del proprio grasso corporeo, prelevato da altre zone del corpo.
  • Diffidate da chi vi propone super offerte o prezzi stracciati: un lavoro di alta qualità ha un certo valore, ma anche un certo costo.
  • Ogni corpo è unico, quindi sarà impossibile ottenere un risultato uguale a qualcun altro, secondo canoni canoni estetici imposti dalla società. Bisogna sempre rispettare le proporzioni del corpo e del viso e un chirurgo che si rispetti ne è consapevole e deve comunicarvelo sin dall’inizio.

Il decorso post operatorio: cosa aspettarsi?

Il decorso post operatorio è la fase più delicata dell’intervento.

È vero: scegliere il chirurgo è molto importante, ma seguire le sue indicazioni è necessario se si vuole ottenere un buon risultato.

Ecco quindi le indicazioni che do sempre alle mie pazienti per far sì che il loro seno, al termine della guarigione, abbia un aspetto del tutto naturale.

  • Nelle prime 48 ore dopo l’operazione stai a riposo il più tempo possibile;
  • Rivedi il tempo che dedichi all’attività fisica, meglio limitarla per i primi 30 giorni, soprattutto se interessa la parte superiore del corpo (braccia, spalle e petto);
  • Indossa la fascia o il reggiseno post operatorio nei 20-30 giorni successivi all’intervento;
  • Il primo mese, dormi in posizione supina, poi riprendi a riposare anche di lato e solo dopo un mese ricomincia a dormire anche a pancia in giù;
  • Il recupero dopo l’operazione è abbastanza rapido, ma aspetta qualche giorno prima di rientrare a lavoro, specialmente se le tue mansioni richiedono uno sforzo fisico;
  • Non esporti al sole per alcune settimane dopo l’operazione, potrebbe incidere sull’aspetto delle cicatrici;
  • Prenditi quotidianamente cura della cicatrici tramite creme o prodotti specifici.

Come ricordo sempre, se ci si impegna a seguire attentamente le indicazioni, il recupero sarà decisamente più veloce e comodo. 

Personalmente, dopo anni di esperienza e di soddisfazioni, posso assicurarvi che il mio obiettivo principale rimane quello di prendermi cura di voi e garantirvi il miglior risultato possibile. È mio compito seguirvi in modo professionale e affidabile per tutto il percorso pre e post operatorio.

Peli sul seno

rimedi peli seno a milano

Ci sono argomenti di cui non si parla molto, uno tra tutti i peli sul seno.

Nonostante negli ultimi anni si siano scardinati molti tabù, i peli intorno ai capezzoli rimangono un discorso marginale, spesso motivo di imbarazzo e vergogna.

Vista la poca informazione, però, molte donne ricorrono a metodi fai da te che mettono a rischio la zona del seno, una delle più delicate di tutto il corpo femminile.

Il problema, infatti, è che cercando su internet si trovano rimedi contro i peli aggressivi e poco efficaci che aggirano il problema senza risolverlo davvero.

Dunque, ho deciso di affrontare l’argomento per spiegarvi il motivo per cui compaiono i peli sul seno e quali sono i rimedi per eliminarli efficacemente.

Perché crescono i peli intorno ai capezzoli?

La peluria sul seno è un inestetismo più che comune che colpisce in modo più o meno evidente la maggior parte delle donne.

In molti casi è un problema circoscritto alla zona dell’areola, ma ci sono delle situazioni in cui i peli crescono anche tra le mammelle o sul décolleté.

I motivi per cui crescono i peli sul seno sono diversi, uno tra tutti gli squilibri ormonali.

I peli, infatti, solitamente crescono in questa zona a seguito dello sviluppo, durante o dopo una gravidanza, in menopausa oppure con l’assunzione di contraccettivi ormonali.

Ci sono altre situazione in cui, però, la peluria sul seno è causata da altre patologie:

  • Amenorrea;
  • Disturbi alimentari;
  • Ovaio policistico;
  • Obesità:
  • Eccessiva produzione di cortisolo;
  • Particolari medicinali a base di androgeni.

Qualunque sia la motivazione, non c’è da preoccuparsene: la crescita dei peli sul seno è un fenomeno che non deve diventare un cruccio. Se, però, i peli dovessero iniziare a creare imbarazzo o vergogna ci sono dei rimedi per eliminarli, vediamo quali sono.

Come eliminare i peli sul seno?

Per eliminare o rimuovere i peli sul seno si può ricorrere a diversi metodi.

I più utilizzati sono il rasoio e la ceretta, gli stessi che personalmente sconsiglio sempre, in qualunque situazione.

La pelle del seno è molto delicata e non può essere trattata come le altre zone del corpo in cui crescono i peli. Ecco perché cerco sempre di proporre metodiche alternative che non irritino o infiammino la pelle. 

I metodi che suggerisco di adottare sono la pinzetta ma ancor meglio l’epilazione laser. La prima da usare quando si hanno pochi peli, la seconda se si vuole eliminare il problema alla radice dimendicandosi per sempre dei peli sul seno. 

Come dicevamo prima, però, la zona del seno richiede un’attenzione particolare. Ecco perchè il trattamento laser dev’essere eseguito solo da professionisti esperti nella cura della pelle. Bisogna saper scegliere il macchinario più adatto al fototipo e strutturare un percorso ad hoc che possa donare realmente dei benefici a lungo termine senza danneggiare in alcun modo la zona trattata.

Laser epilazione

I metodi tradizionali, come la ceretta, la pinzetta, la crema depilatoria o anche la decolorazione del pelo, è vero che eliminano il pelo in modo rapido e talvolta indolore, ma comportano un elevato pericolo di follicoliti e di infezioni, che chiunque vorrebbe evitare.

I trattamenti laser o a luce pulsata di ultima generazione, invece, sono ideali per contrastare la peluria sul seno, perché eliminano in poche sedute e definitivamente i peli senza effetti collaterali e rischi per la salute. 

In particolare, il laser ad Alessandrite, quello a Diodi ed il laser Nd-Yag colpiscono esclusivamente il bulbo pilifero, dove si concentra la melanina che dà vita al pelo, distruggendone la radice.

Sottolineo che, vista la peculiare sensibilità dell’area, è fondamentale affidarsi a mani esperte specializzate non solo in medicina estetica, ma anche nelle specificità del seno.

Il mio ruolo, infatti, è sempre quello di valutare tutte le variabili che possono essere la causa del problema e poi capire quale trattamento si adatta meglio alle vostre esigenze e ai vostri desideri.

Intervento al seno: le 5 considerazioni da fare

intervento-al-seno

L’intervento al seno è tra gli interventi di chirurgia estetica più diffusi e desiderati in assoluto dal pubblico femminile. 

Molte donne si rivolgono a me per correggere anche solo piccole imperfezioni del seno che possono riguardare i capezzoli, la forma in generale o la simmetria tra le mammelle, altre donne invece desiderano solo migliorare le proporzioni del corpo cambiando proprio la dimensione delle mammelle.

Per molte donne, in effetti, il seno rappresenta un punto critico del loro corpo, per questo possono sentirsi meno sicure a causa delle sue dimensioni.

Il proprio corpo dovrebbe essere sempre accettato e nessuna imperfezione dovrebbe far sentire una donna meno attraente o meno sicura di sé, ma ci sono dei casi in cui, se lo si desidera, ci si può rivolgere a un chirurgo plastico per migliorare alcuni importanti dettagli.

Rifarsi il seno

Purtroppo, se ci si sottopone a un intervento chirurgico frettolosamente, può capitare di non ottenere la piena  soddisfazione del risultato estetico ottenuto.

La nascita dell’insoddisfazione può derivare da scelte prese in modo superficiale, proprio a causa di una scarsa conoscenza della materia e per aver reperito informazioni poco imprecise.

Ecco perché, per evitare questi spiacevoli inconvenienti, ho deciso di elencare le 5 considerazioni più importanti da fare prima di sottoporsi a un intervento al seno.

1 L’intervento al seno va eseguito da un chirurgo plastico specializzato

La scelta del chirurgo è il primo grande passo: è importante affidarsi a mani esperte che siano in grado di affrontare qualsiasi situazione.

Il chirurgo dev’essere competente, empatico ma soprattutto in grado di studiare dettagliatamente la situazione di partenza. 

In questo modo sarà possibile dare delle aspettative reali alla paziente, anche grazie ad uno studio attento delle proporzioni che possa migliorare l’armonia del fisico senza però stravolgerne le forme.

2 Età per rifarsi il seno

L’età, ma più in generale il periodo della vita, durante il quale si decide di rifarsi il seno, incide molto sul risultato finale che si può ottenere e sulla sua stabilità nel tempo.

L’intervento chirurgico al seno è vietato ai minori di 18 anni, ma è anche poco consigliato  ai minori di 21.

Inoltre, prima di rifarsi il seno è meglio riferire al chirurgo i propri intenti per il futuro riguardo a immediate gravidanze, perdite o, aumenti di peso già programmati o altri fattori che potrebbero condizionare la stabilità del seno.

Questo perché, sebbene tutti questi elementi non influiscano sulle protesi che verranno impiantate, possono comunque alterare il modo in cui apparirà il seno a distanza di qualche anno dopo l’operazione.

E’ quindi indispensabile per sottoporsi a un intervento al seno che la paziente abbia raggiunto la maturità nello sviluppo del proprio corpo.

3 Scegliere le protesi mammarie

La scelta delle protesi è sempre molto complessa ma è proprio qui che il chirurgo estetico gioca un ruolo fondamentale.

Esistono diversi tipi di protesi ma non esiste la protesi migliore in assoluto, grazie a forme e dimensioni diverse è possibile migliorare e rispettare la forma di partenza di ogni donna.

Un bravo chirurgo ha il compito di indirizzare la paziente verso la protesi più adatta alla sua situazione di partenza ed risultato che desidera.
L’obiettivo, infatti, è valorizzare il décolleté e farlo risultare perfettamente armonioso e proporzionato con il resto del corpo.

4 Indicazioni post operatorie

Oggi, possiamo dire che la mastoplastica additiva sia una procedura molto meno invasiva rispetto al passato poichè permette di riprendere le normali attività già dopo qualche giorno.

A differenza dei vecchi interventi di chirurgia estetica, infatti, con le nuove tecniche chirurgiche e i nuovi farmaci utilizzati in anestesia, il dolore post-operatorio è nullo.

Nonostante questo, è fondamentale dopo l’intervento rimanere a riposo per almeno 24/48 ore e riprendere le attività in modo lento e graduale, specialmente per quanto riguarda la parte superiore del corpo.

E’ compito mio, cioè del chirurgo, spiegare nel dettaglio come prendersi cura del proprio seno dopo l’operazione, ogni volta che vengono dimesse ricordo alle mie pazienti che possono chiamare il clinica per qualsiasi dubbio o esigenza.

5 Rischi e complicanze

La mastoplastica non è più un’operazione rischiosa, sempre che ci si affidi a un’equipe  preparata, allenata e competente.

Il mio ruolo, infatti, è quello di assicurarmi prima dell’intervento che ci siano tutti i presupposti per affrontare la mastoplastica in totale tranquillità.

Per quanto si possano scegliere protesi di alta qualità o tecniche microinvasive, per garantire e quindi ottenere il miglior risultato estetico possibile, bisogna anche accertarsi che non ci sia alcun fattore di rischio che, se trascurato, potrebbe rendere meno bello il risultato finale.

Mastopessi senza cicatrici

mastopessi senza cicatrici

“È possibile eseguire un intervento di mastopessi senza cicatrici?”
Se fino a qualche anno fa la risposta era categorica, oggi non è più così.

Infatti, grazie ai passi in avanti compiuti dalla medicina e dalla chirurgia estetica, ci sono delle nuove tecniche operatorie in grado di minimizzare le cicatrici e renderle praticamente invisibili, a patto che ci sia affidi a professionisti del settore come me.

Di fatto, per operare con queste tecniche servono anni di formazione e di pratica; solo in questo modo si può garantire alla paziente un risultato del tutto naturale, anche se l’intervento non è tra i più semplici da eseguire.

Vediamo quindi di capire come si può eseguire un intervento di sollevamento del seno senza lasciare segni evidenti.

Seno cadente 

Partiamo prima da un presupposto: l’intervento di mastopessi è un’operazione chirurgica che viene consigliata a tutte le donne che presentano un seno cadente, svuotato e floscio.
Questa è una condizione molto comune, ma, specialmente nelle donne più giovani, può creare disagi e imbarazzi, limitando le pazienti.

Le cause di un seno che tende a scendere possono essere diverse: può trattarsi di uno stile di vita poco attivo, un’alimentazione scorretta, cambi di peso repentini oppure fattori ereditari.
C’è poi da sottolineare un’altra cosa: più il seno è voluminoso, più ci sono probabilità che questo tenda a svuotarsi con il passare degli anni.


La buona notizia, però è che, sebbene non ci siano rimedi naturali che possano restituire ai tessuti mammari la loro naturale compattezza e tonicità, esiste un intervento chirurgico in grado di ridare forma, tonicità e pienezza al décolleté.

Come risollevare il seno 

Per avere un seno alto e sodo, la cosa migliore sarebbe prevenirne la discesa, adottando uno stile di vita sano ed equilibrato.
Quando però le mammelle hanno cambiato forma e hanno perso la loro tonicità, ci sono diverse soluzioni chirurgiche per contrastare questi inestetismi.

In questo caso, il mio consiglio è quello di affidarsi solo ed esclusivamente a professionisti con anni di pratica alle spalle, poichè esistono diverse tecniche, e non ce n’è una migliore o una peggiore. Insieme al chirurgo estetico, dopo aver analizzato bene la situazione di partenza, si sceglie quella più adatta a realizzare i desideri della paziente. Un bravo chirurgo, infatti, ha il compito di capire come realizzare i suoi desideri senza però stravolgere le forme.
Cerchiamo di capire insieme quali sono le alternative tra cui scegliere.

Mastopessi senza protesi 


L’intervento di mastopessi senza protesi permette di ottenere risultati molto armonici e proporzionati.
Questa tecnica, infatti, consente di riposizionare l’altezza del capezzolo, per dare al seno un aspetto ancora più giovane.
Quando si opta per un intervento simile, il chirurgo può scegliere tre diverse soluzioni per incidere:

  • Zona periareolare: intorno all’areola, quando il grado di ptosi non è eccessivo;
  • Cicatrice verticale: lunga circa 5 cm, è l’ideale per chi desidera sollevare i tessuti ed eliminare la pelle in eccesso;
  • Incisione orizzontale: una sorta di T rovesciata consente di rendere la cicatrice facilmente nascondibile.

Mastopessi senza cicatrici: la tecnica multiplane 

Direttamente dall’estero, la tecnica multiplane permette di sollevare il seno di 2-3 o anche 4 cm senza creare cicatrici in zone visibili.
Grazie a questo intervento è possibile sollevare e aumentare il volume del seno grazie all’inserimento di una protesi.
Se, però, il desiderio non è quello di aumentare il seno, la protesi scelta potrà essere di dimensioni ridotte; in caso contrario sarà inserita una protesi più grande ma sempre armonica con il resto del corpo.

La particolarità di questa tecnica è che la mastopessi viene eseguita solo attraverso dei punti interni che non creano cicatrici visibili.
Alla fine intervento, infatti, sarà presente solo la cicatrice del piccolo taglio nella parte bassa del seno, che serve per inserire la protesi scelta.

A questo punto, c’è da capire un’ultima cosa: quale protesi utilizzare?
Partendo dal presupposto che si può scegliere la dimensione che più si desidera, l’importante è che queste siano di ultimissima generazione e dalla forma anatomica, per assicurarsi un risultato ancora più naturale.

Mastopessi cicatrici

Sebbene con la tecnica multiplane le cicatrici siano molto meno evidenti, e molto più piccole e nascoste, di un intervento di mastopessi standard, purtroppo, dei piccoli segni sono inevitabili.
Di contro, però, ci sono alcuni accorgimenti da adottare per farli progressivamente sparire, e tornare ad avere una pelle perfettamente omogenea.

Prima di tutto bisogna scegliere con cura, e senza fretta, la clinica e l’esperto a cui affidarsi. Non tutti i chirurghi possono o sanno eseguire correttamente un intervento di mastopessi, motivo per cui suggerisco sempre di rivolgersi solo a professionisti esperti in chirurgia del seno.

Altro punto fondamentale è la cura delle cicatrici: anche se si tratta di piccoli segni, come nel caso della mastopessi multiplane, è importante curarle e medicarle.
L’applicazione di oli o creme a base di silicone è davvero fondamentale per una corretta guarigione e ripresa delle pelle.

Come eliminare le smagliature sul seno con il laser frazionato

smagliature-sul-seno

Le smagliature sono delle striature cutanee che  coinvolgono diverse aree del corpo, compreso il seno, e assumono nel loro percorso evolutivo due diverse morfologie:

  • Striae rubrae, di colore rosa e tendenti al rosso, lo stadio iniziale;
  • Striae albae, bianche, quello cicatriziale.

La profondità e la consistenza di queste lesioni testimoniano la progressiva rottura dei capillari e delle fibre di collagene ed elastina: alla fase infiammatoria iniziale segue, infatti, l’atrofizzazione e l’ipopigmentazione delle lesioni.

Smagliature seno, le cause

I fattori scatenanti comuni a molte donne sono la crescita del seno, i repentini cambi di peso, la predisposizione genetica, le malattie endocrine, alcune terapie farmacologiche e l’invecchiamento. I fattori ormonali che caratterizzano la comparsa di smagliature sul seno sono l’adolescenza e la gravidanza. Ma la vera questione rimane: esistono dei veri rimedi per le smagliature rosse e bianche?

Le speranze di un miglioramento visibile e duraturo delle smagliature del seno diventano certezza dopo aver conosciuto l’efficacia del laser frazionato sulle smagliature.

Contro le smagliature: la testimonianza di una paziente

Ecco una giovane donna, Roberta, che, dopo essersi sottoposta ai laser di ultima generazione utilizzati dal dottor Spano, ha vinto la sua lotta contro le smagliature del seno e ritrovato la tonicità e la compattezza dei tessuti.

Grazie per aver accettato di condividere con noi la tua gioia per aver recuperato, con qualche piccolo sacrificio, una forma invidiabile.

Osservarmi allo specchio e notare l’assortimento di smagliature bianche e smagliature rosse disposte sia linearmente che a raggiera sulla pancia, sui fianchi e sulla parte alta delle cosce era ormai un’abitudine. Il colpo di grazia sono state le smagliature sul seno apparse dopo aver allattato il primo bimbo.

Mi sono sentita brutta, mortificata e poco attraente. Per non parlare dei sensi di colpa per non aver cercato di prevenirne la comparsa. Il dottor Spano mi ha rassicurato dicendo che, nel mio caso, era presente una predisposizione genetica e che i sensi di colpa non portano a nulla. Insomma, era ora di voltare pagina e pensare seriamente a come togliere le smagliature.

Vogliamo conoscere meglio la tua storia. A che età sono comparse le prime smagliature?
A 13 anni il mio corpo ha iniziato ad arrotondarsi nei punti canonici: petto, fianchi, glutei e cosce diventavano più pieni e mi creavano un certo imbarazzo. In contemporanea cresceva anche il mio appetito e devo dire che la paura di ingrassare era l’ultimo dei miei pensieri. Quando vidi le prime striature rosa non mi preoccupai perché pensavo sarebbe sparite con il tempo, ma ne parlai con la mamma: mi disse che sia lei che la zia ne soffrivano dall’adolescenza.

Poi le smagliature sono diventate un problema non solo estetico, ma psicologico che ha influito sul tuo umore e sull’autostima…
Eh sì, mi vergognavo a indossare il bikini. Inoltre con gli anni avevo accumulato dei chili di troppo e mi sottoponevo a diete feroci.
Alimentazione disordinata e insufficiente idratazione completarono tristemente il quadro: intorno ai 19-20 anni la nefasta alternanza di periodi di “abbondanza” e di rapidi dimagrimenti mi tramutarono nella testimonial ideale dell’effetto yo-yo! Le smagliature erano evidenti e toglierle di mezzo divenne il mio sogno segreto. La mia prima cura contro le smagliature? I rimedi casalinghi che conoscevo erano i massaggi con olio di oliva e l’applicazione di creme che trovavo al Supermercato.

Poi ti sei sposata e sono arrivati tre bei bambini. La gravidanza ha peggiorato la situazione?
Mi sono sposata a 23 anni e nello stesso anno sono diventata mamma di un bel bimbo. Ammetto di non aver pensato a come prevenire la comparsa di nuove smagliature dovute all’aumento del seno e della pancia.
Dopo il parto e la perdita dei chili accumulati, ho cercato dei trattamenti per le smagliature in farmacia e in un centro estetico, ma le dermoabrasioni e i peeling chimici erano dolorosi e, nel mio caso, poco efficaci. Ho sperimentato le cure per smagliature più disparate: dal massaggio con oli vari ai sieri più costosi. Con la nascita delle bambine le smagliature non sono aumentate di numero, ma sono sbiancate, allargate di qualche millimetro e diventate simili a piccoli solchi che potevo sentire al tatto.

E così, a 40 anni, hai chiesto aiuto allo specialista.
Mio marito ed io abbiamo fissato un appuntamento con il dottor Spano, dopo diverse ricerche su internet e grazie anche al passaparola tra amiche e conoscenti che si erano rivolte a lui per altri motivi. Cosa mi ha colpito? La sua pazienza ad ascoltare non solo la mia “biografia” dettagliata, ma ogni tipo di dubbio o domanda che avevo accumulato nel cuore.

Come si è svolta la visita?
Ha voluto conoscere la mia storia clinica… dalle origini ai giorni nostri! Poi ha analizzato il tessuto cutaneo delle zone interessate, la consistenza e l’elasticità della pelle ed infine la gravità delle lesioni. La diagnosi e la cura sono state tempestive e la scelta sul tipo di laser più adatto mi è stata illustrata minuziosamente senza creare aspettative miracolose. Le smagliature bianche sarebbero state un osso duro, ma avremmo potuto attenuarle notevolmente.

Quale tipologia di laser ha applicato?
Il laser Neodimio Yag sulle striature recenti, cioè quelle rosa e rosso violaceo, mentre su quelle più vecchie, le bianche, il più indicato è il laser CO₂ frazionato microablativo abbinato a radio-frequenza. Mi ha spiegato che la loro azione congiunta stimola la formazione di nuovo collagene. Nel mio caso si sono rese necessarie 5 sedute della durata di 20-30 minuti a distanza di circa 40 giorni. Senza anestesia!

Sei soddisfatta?
Adesso posso indossare tutti i bikini che mi sono persa in questi anni!

Alcune tipologie di laser, non medicali, sono usate da operatori non sanitari di centri estetici che promettono miracoli in tempi brevi. Cosa pensi dei rimedi per le smagliature low cost?
In parte anche per esperienza diretta, posso dire che sono poco affidabili e pericolosi perché possono generare allergie, irritazioni e scottature dolorose. La bacchetta magica di Harry Potter non esiste. Scegliere la professionalità del chirurgo plastico aggiornato e coscienzioso esige un costo adeguato, ma i risultati si vedono e ti cambiano la vita.

Un’intervista contro le smagliature ed i sensi di colpa

La nostra ospite, Roberta, è diventata anche un’assidua lettrice del Blog del Dottor Spano. Così abbiamo deciso di trasformare questa simpatica chiacchierata in un’intervista a regola d’arte per darle l’occasione di partecipare e condividere la propria esperienza. La cura della pelle è un argomento assolutamente centrale per chi si occupa di chirurgia e medicina estetica ed un problema particolare e diffuso, come le smagliature, può nascondere molte insidie.

Il Laser che utilizziamo garantisce risultati sorprendenti per chi come Roberta vuole dimenticarsi dei segni delle smagliature del seno e pochi centri a Milano sono all’avanguardia come theClinic in termini di competenza e attrezzature.

Quali sono i fattori di un seno cadente e come combatterli

seno cadente

Avere il seno cadente è una condizione più che comune per le donne, a prescindere dall’età.

Si tratta di un progressivo svuotamento del seno che a lunga andare lo fa risultare floscio, cosa che, soprattutto in giovane età, può mettere a disagio.

In questo articolo vedremo quali sono le cause e i fattori che possono causare la ptosi mammaria e soprattutto come rimediare quando il seno è ormai disceso verso il basso.

La ptosi mammaria

Per ptosi mammaria si intende proprio lo svuotamento e la discesa del seno verso il basso; è un processo che, purtroppo, è improbabile interrompere naturalmente una volta iniziato. Si tratta di un fenomeno causato da un graduale rilassamento dei tessuti che, perdendo tonicità, non riescono più a sostenere la ghiandola mammaria.

La ptosi mammaria può verificarsi a seguito di eventi particolari, come una gravidanza, oppure per fattori genetici ed ereditari che portano il seno a discendere.

Sicuramente uno dei fattori che influenza maggiormente lo svuotamento è la taglia di partenza: più il seno è voluminoso, più alte sono le probabilità che con il tempo discenda verso il basso.

Cause del seno cadente

Come stavamo dicendo, le cause possono essere dovute a diversi fattori, alcuni congeniti, altri esterni, cioè influenzati dallo stile di vita o da cattive abitudini. Ma vediamo quali sono i fattori principali che portano alla discesa e allo svuotamento del seno:

  • Dieta poco bilanciata;
  • Stile di vita sedentario;
  • Cambi di peso repentini con effetto yo yo;
  • Sovrappeso;
  • Gravidanze ripetute;
  • Allattamento;
  • Reggiseni poco contenitivi, vecchi o di scarsa qualità;
  • Fumo: il tabacco nuoce alla pelle, che risulta sempre meno elastica e via via più rugosa;
  • Mancata protezione ai raggi UV;
  • Postura scorretta.

Premessa: è chiaro che con il passare degli anni il seno cambia  ed è importante sapere che man mano che si avvicina la menopausa, le probabilità che il seno discenda verso il basso sono via via maggiori. Detto questo, è possibile prevenire il problema seguendo uno stile di vita sano, equilibrato e attivo. 

Sebbene la ptosi mammaria sia una condizione che accomuna la maggior parte delle donne over 50, fare attenzione ai fattori scatenanti ne riduce notevolmente le probabilità e l’entità.

Come rassodare il seno cadente

Rassodare il seno cadente senza ricorrere alla chirurgia è molto complesso, se non impossibile. Una volta che la pelle ha perso la sua tonicità è davvero molto difficile restituirgliela; tuttavia ci sono dei rimedi fai da te che possono aiutare sia nel prevenire il seno cadente sia nel limitarne gli effetti quando ormai ha iniziato a discendere.

Sul web si trovano tanti “miracolosi” consigli: massaggiare con olio di mandorle, immergersi per breve tempo nell’acqua ghiacciata o applicare creme apposite. In particolar modo, queste creme hanno l’obiettivo di volumizzare e rassodare l’aspetto del seno, che dopo le applicazioni dovrebbe risultare più pieno e tonico. Tuttavia, sono rimedi poco efficaci, specialmente se la ptosi mammaria è già a un livello importante; se sono prodotti validi che agiscono davvero sulla ptosi, possono essere utili in una fase iniziale, quando il danno ancora non è molto evidente.

Chirurgia estetica seno

La chirurgia estetica è l’unico rimedio davvero valido e duraturo per contrastare la discesa del seno. Gli interventi possibili sono diversi, per cui è davvero molto importante confrontarsi con un chirurgo specializzato in chirurgia estetica del seno per capire quale possa essere l’intervento migliore per la paziente.

Vediamo quali sono le alternative possibili per un seno subito più tonico e sodo.

Mastopessi

La mastopessi  è l’intervento principale per la ptosi mammaria poiché l’obiettivo è proprio quello di sollevare il seno. Si tratta di una sorta di lifting al seno, un intervento molto comune e sicuro che non prevede nemmeno un lungo decorso post operatorio. Questo intervento è molto indicato per le donne il cui seno ha perso forma e volume in seguito a una gravidanza o all’allattamento. 

Una precisazione: questo intervento, in passato, veniva sconsigliato perchè lasciava segni e cicatrici poco nascondibili. Da qualche tempo però, se ci si affida a un medico chirurgo competente e specializzato che conosce tutte le metodiche per operare, viene eseguito con la tecnica multiplane. Questa permette di sollevare il seno senza cicatrici inserendo una protesi, si tratta di una metodica che arriva direttamente dagli states i cui vantaggi sono diversi. 

Mastoplastica additiva o lipofilling

Quando si parla di mastoplastica additiva per risollevare il seno, la maggior parte delle volte si tratta di interventi combinati. Infatti, quando il seno è cadente e svuotato è importante risollevarlo ma, in molti casi, anche dargli volume: in alcuni casi il chirurgo sceglie se abbinare la mastopessi all’inserimento di protesi mammarie oppure al lipofilling.

Qualora si scegliesse la mastoplastica, una delle scelte più importanti da fare riguarda le protesi: ne esistono di diverse quindi sarà il chirurgo di riferimento, in base al risultato che si vuole ottenere, a suggerire il tipo di protesi più adatta. 

Nel caso del lipofilling, invece, è possibile scegliere la zona da cui estrarre l’adipe in eccesso: in questo caso ci sarà un doppio rimodellamento che riguarderà ovviamente il seno ma anche l’area donatrice.

Ginecomastia maschile: aumento del seno maschile

La ginecomastia è lo sviluppo del seno nell’uomo, che dunque presenta un torace prettamente femminile.

Questo ingrossamento ha ripercussioni più psicologie che sulla salute, tant’è vero che molti uomini decidono di intervenire chirurgicamente per risolvere il problema.

Un uomo con il seno, infatti, potrebbe sentirsi a disagio, in imbarazzo e avere quindi disturbi sia nella sfera sociale, soprattutto d’estate, ma anche sessuale.

Cos’è la ginecomastia

La ginecomastia può interessare entrambe le mammelle oppure solo una e si può presentare in qualsiasi fascia di età.

Come accennavamo già prima, la ginecomastia non è un grave problema; il più delle volte è una conseguenza di uno squilibrio ormonale, che può essere temporaneo oppure prolungarsi nel tempo.

Ma quali sono i sintomi della ginecomastia?

Il primo è sicuramente un ingrossamento del seno che comprende anche il capezzolo; attenzione però a non confonderlo con quella che è definita “ginecomastia falsa”, ossia l’incremento del volume mammario legato all’aumento del grasso sottopelle.

La ginecomastia ha diverse sfaccettature, per questo motivo, quando si nota un aumento della mammella, è importante consultarsi con un medico, così da capire la vera causa e agire di conseguenza.

Cause del seno maschile

La maggior parte delle volte, l’aumento del seno maschile è provocato da uno squilibrio ormonale: diminuiscono i livelli di testosterone e aumentano gli estrogeni.

Il testosterone è l’ormone che svolge un’azione di controllo sullo sviluppo dei tratti maschili (come la massa muscolare e la peluria), mentre gli estrogeni controllano i tratti femminili (tra cui la crescita del seno). Sebbene gli estrogeni siano considerati gli ormoni per definizione femminili, sono presenti anche l’organismo maschile anche se in piccole quantità, e quando questi aumentano una delle conseguenze può essere proprio un aumento del seno.

Altre cause, poi, possono essere legate all’assunzione di alcuni farmaci o all’abuso di sostanze come alcool e droghe più o meno leggere.

Tipi di ginecomastia

Esistono diversi tipi di ginecomastia; la differenza principale sta nella persistenza del disturbo e nelle cause, ma vediamo le principali tre categorie: 

  • Neonatale: causata dagli estrogeni materni è una condizione che può colpire il neonato ma che tende a scomparire entro due o tre settimane dalla nascita;
  • Puberale: è quando il seno maschile aumenta durante il periodo della pubertà a causa di cambiamenti ormonali. Anche in questo caso la maggior parte delle volte regredisce spontaneamente;
  • Senile: condizione caratteristica dei soggetti più avanti con l’età e spesso obesi; è causata dalla riduzione dei livelli di testosterone con un conseguente aumento del seno.

Intervento chirurgico per la ginecomastia maschile

Il trattamento della ginecomastia è differente a seconda del tipo e delle cause scatenanti: in alcuni casi è sufficiente intervenire con una cura farmacologica, mentre in altri è necessario un intervento chirurgico.

Quello più indicato in casi di vera ginecomastia è la mastectomia . Infatti permette di rimuovere la ghiandola in eccesso attraverso una piccola incisione nel bordo inferiore dell’areola e restituire un petto piatto.

Se invece è presente un eccesso di pelle, è preferibile la mastopessi, che consente di riposizionare i capezzoli e rimuovere la pelle di troppo.

Tuttavia, se l’aumento del seno maschile è formato solo da grasso, l’intervento consiste nell’aspirare il tessuto adiposo tramite delle cannule, proprio come avviene negli interventi di liposuzione, così da restituire al petto un aspetto maschile e più sodo. 

In base all’intervento ci saranno decorsi post-operatori diversi, per quanto riguarda le cicatrici, invece, saranno tutte poco visibili, poiché di pochi millimetri. Ciò che accomuna tutte le operazioni è il riposo, che deve durare un paio di settimane.

Protesi al seno

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Quando si decide di eseguire un intervento, si nutrono spesso forti dubbi e preoccupazioni legati a forma, dimensione e tipo di protesi al seno.

Iniziamo con il fare un po’ di chiarezza. Esistono due diverse generazioni di protesi e possono essere distinte usando come punto di riferimento gli anni 2000. Quelle di vecchia generazione, utilizzate fino alla fine degli anni ’90, erano formate da un silicone meno denso e non coesivo: in caso rottura causata da un trauma o da deterioramento della protesi, c’era un rischio maggiore di infiammazione dei tessuti.
Quelle di nuova generazione invece sono formate da gel di silicone coesivo, cioè un materiale molto uniforme che evita dispersioni in caso di rottura della protesi e, di conseguenza, infiammazioni.

Tipi di protesi al seno

Prima di vedere quali siano i diversi tipi di protesi attualmente in uso e le loro caratteristiche, è utile sottolineare come non ci sia una protesi ideale e universalmente giusta. Ogni caso va preso singolarmente, tenendo presente la fisicità, le abitudini quotidiane e il periodo della vita della persona. Ecco perchè affidarsi a un medico esperto, oltre che essere sinonimo di qualità e sicurezza, determina la bellezza e la riuscita dell’intervento.

Inoltre, spesso mi vengono poste preoccupazioni e domande in merito al prezzo delle protesi e degli interventi. Gran parte delle volte, se non tutte, prezzi troppo bassi equivalgono a scarsa qualità; ecco perchè sapere quali siano i fattori che incidono sul prezzo può aiutare nella scelta .

Protesi a goccia

Le protesi a goccia, conosciute anche come anatomiche, sono particolarmente indicate per chi vuole un risultato più naturale. Grazie a questa loro caratteristica, sono molto richieste e sempre più case le producono: garantiscono risultati ottimali; nelle mani di un chirurgo specializzato in chirurgia del seno poi, il rischio di rotazione della protesi è sostanzialmente nullo.

Protesi rotonde

Questo tipo di protesi permette di avere il famoso “effetto push-up” ricercato da molte donne. Le protesi rotonde, infatti, rendono il seno maggiormente pieno e voluminoso nella parte superiore.

Protesi b-lite

Si tratta di protesi di ultima generazione studiate per rispondere alle esigenze di molte donne. Rispetto agli impianti tradizionali, sono rivestite in gel di silicone e sono più leggere del 30%. Questo ha numerosi vantaggi: il primo tra tutti è un seno più leggero che permette una maggior facilità nei movimenti quotidiani e sportivi. Inoltre garantiscono risultati più stabili nel tempo e una rapida ripresa.

Come scegliere le protesi

Partiamo da un concetto che può sembrare banale e scontato, ma è fondamentale: non esiste una protesi ideale e perfetta per ogni situazione. Vi faccio qualche esempio.

Se ho una paziente che ha dei fianchi importanti, opterò per delle protesi leggermente più grandi in modo da evidenziarli di meno e viceversa. Allo stesso modo, se c’è un caso in cui è presente un seno distanziato l’uno con l’altro, la scelta cadrà su protesi più larghe, in modo da cercare di avvicinare i seni senza esaltare il distanziamento.

Per questo è sempre importante guardare al contesto in cui si opera, considerando la fisionomia della persona, il suo stile di vita e il momento in cui si vuole effettuare l’intervento.

Durata delle protesi al seno

“Le protesi hanno una data di scadenza?”.
È questa una delle domande che mi viene maggiormente posta. Come accennato all’inizio di questo articolo, esistono due diverse generazioni di protesi. Fino agli anni ’90 veniva usato un gel non coesivo e, in caso di rottura, c’era un’alta probabilità di infiammare i tessuti circostanti. Per questa ragione, era decisamente consigliata la sostituzione dopo 10 anni.

Fortunatamente dagli anni 2000 la situazione è fortemente cambiata: le protesi usate oggi sono formate da un silicone altamente coesivo. Durano per tutta la vita e non è necessario cambiarle se non in caso di rottura, condizione che, però, si può verificare solo in seguito a un trauma. Quindi capita molto più di frequente sostituire una protesi perché è cambiata la forma del seno, piuttosto che per problemi legati alla protesi stessa.

Scadenza delle protesi

A questo punto è necessario fare ancora un paio di considerazioni: la protesi ed il seno stesso durante il corso degli anni vanno in corso a un cambiamento naturale. Per questa ragione consiglio sempre di tenere sotto controllo la situazione con visite periodiche ed esami come l’ecografia del seno.

Un’altra cosa da tener presente è il momento della vita in cui si pianifica una chirurgia: pazienti molto giovani che vanno incontro ad un intervento come la mastoplastica additiva per aumentare la taglia, si troveranno con qualche possibilità di dover a sostituire le protesi al seno a causa di una gravidanza o di cambiamenti ormonali nel corpo. Chi si sottopone all’intervento in età più avanzata invece, per intenderci quando non subirà più grossi cambiamenti del corpo, avrà maggior sicurezza di tenere le stesse protesi per tutta la vita.

Attenzione però! Non tutti i chirurghi hanno smesso di usare le protesi di vecchia generazione: in caso di dubbi non c’è nulla di più semplice che chiedere ed informarsi.

Sostituzione e rimozione delle protesi

Con le protesi di ultima generazione quindi, nessuna donna è obbligata a cambiarle; è più una questione legata alla forma del proprio seno: se resta stabile le protesi si tengono, se cambia o scende verso il basso o si volesse cambiare la dimensione, si pianifica una sostituzione.
Ci sono poi casi in cui si sceglie di rimuoverle: per evitare un effetto sgonfio e cadente, si possono valutare soluzioni come la mastopessi o il lipofilling, in grado di mantenere un bell’aspetto anche dopo.

Seno rifatto al tatto

Se improvvisamente doveste sentire qualcosa nella parte bassa del seno in seguito a un impianto di protesi non c’è da allarmarsi. Molto probabilmente si tratta del bordo della protesi, ma per essere maggiormente sicuri e tranquilli si può effettuare una visita di controllo.

A che cosa è dovuto? I tessuti del seno, soprattutto nella parte inferiore, sono molto sottili, in particolare modo in chi si sottopone a un intervento di mastoplastica additiva o di mastopessi.
Solitamente è una condizione che non si manifesta nelle settimane immediatamente successive all’intervento, bensì dopo qualche mese: pian piano i tessuti si sgonfiano e tornano alla normalità, facendo riacquisire sensibilità

Protesi al seno problemi e soluzioni

Che cosa si può fare? La prima cosa da fare è avere molta pazienza: infatti la maggior parte delle volte dopo qualche settimana la capsula che circonda la protesi al seno si inspessisce; facendolo crea una barriera che riduce nettamente quella sensazione al tatto. Se questo non dovesse succedere, si potrebbe valutare di associare una procedura abbastanza leggera chiamata lipofilling : consiste nel prendere un po’ di tessuto adiposo da un’altra parte del corpo e impiantarlo nella parte bassa del seno. Questa tecnica si chiama “mastoplastica additiva ibrida”, proprio perché si va ad aumentare il seno un po’ con la protesi e un po’ con il tessuto adiposo e aiuta molto a non sentire la protesi nella parte bassa del seno.

Ad ogni modo anche se non si intervenisse in alcun modo la situazione non peggiorerebbe e non ci sarebbero rischi. Gli unici consigli per chi sta decidendo se sottoporsi a un intervento o meno sono due: il primo è scegliere una protesi non troppo grande. Questo perchè più la protesi ha dimensioni contenute, meno è frequente che si possa sentire con le mani il bordo. Se poi state pianificando una gravidanza, aspettate: con l’attesa e l’allattamento il corpo subisce grandi cambiamenti che potrebbero incidere sul risultato finale.

Come riconoscere un seno rifatto

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Come riconoscere un seno rifatto è una delle domande che mi viene fatta più spesso.
Chi per capriccio, chi per sentirsi più femminile o sensuale, sempre più donne decidono di fare dei ritocchi al loro seno.
La maggior parte di loro, infatti, dichiara di volersi sottoporre a un intervento simile per riprendere autostima. Come abbiamo già visto in altri articoli, con il passare degli anni il seno cambia forma e, perdendo l’elasticità e il tono tipici della giovinezza, può essere causa di disagio e insicurezza.

Quando incontro alcune delle mie pazienti mi dicono di avere da sempre un rapporto complicato con le loro forme: in particolar modo con quelle del seno, incapaci di farle sentire belle o attraenti.
Ecco il motivo per cui la mastoplastica è l’intervento chirurgico che va per la maggiore.

Seno rifatto naturale

Quando si decide di sottoporsi a un intervento al seno la domanda inevitabile è: “Si noterà tanto?”.
Nell’arco della mia carriera, mi sono reso conto che un seno rifatto bene, cioè eseguito con le giuste tecniche e realizzato dopo un’attenta analisi e studio della fisicità della persona, garantisce un risultato finale naturale e poco si nota.

Seno rifatto al tatto

Smentiamo quindi un’altra delle tante preoccupazioni che le pazienti hanno prima di un’operazione: il seno rifatto non risulta freddo al tatto. E vi spiego perché: la protesi viene inserita sotto al tessuto mammario, che è “caldo”; pertanto, la protesi, nonostante sia un corpo estraneo, non solo prende la temperatura del tessuto, ma non si percepisce quando si tocca la pelle.

Seno perfetto

Sulla base della mia esperienza posso assolutamente garantire che un seno rifatto bene risulta perfetto, proporzionato, simmetrico e naturale per chi lo porta.
Andiamo però a capire cosa significa “seno perfetto”. Un seno perfetto , in medicina estetica, significa un seno armonico con il resto del corpo, proporzionato e che valorizza anche le altre forme del corpo.

Spesso, l’unico aspetto che si guarda è la taglia, ma questo è tra gli ’errori più gravi che ci possano essere. Infatti, un seno rifatto male non significa necessariamente un seno rigido, con cicatrici visibili e troppo evidente, ma incapace di valorizzare la fisicità della donna.

Operazioni al seno

Se si vuole un seno rifatto ancora più naturale si può optare per il lipofilling (link: https://www.dottorspano.it/ricostruttiva/lipofilling/),, una tecnica che prevede l’inserimento del grasso, prelevato da altre parti del corpo e ridistribuito nel seno.

Questa tecnica dona una nuova corposità e forma al seno senza controindicazioni.
È indicato per chi non ha l’obiettivo di aumentare il volume del proprio seno di più di 1 taglia, ma vuole modellarne la forma e renderlo più corposo e tonico.

Riconoscere un seno rifatto

Nell’immaginario comune un seno rifatto è subito riconoscibile; in realtà però, se l’operazione è stata fatta da una mano esperta, può essere più difficile di come sembra. Tuttavia, ci sono alcuni dettagli che potrebbero aiutare a riconoscere un seno rifatto.

Cicatrici sul seno

Le cicatrici, in base all’intervento subito, sono più o meno visibili.
In generale possiamo dire che un intervento fatto male lascia cicatrici ben evidenti, mentre un intervento eseguito con le tecniche di ultima generazione no.

Durante la prima visita mi prendo sempre del tempo per parlare con le mie pazienti e scegliere il percorso più adatto per rispettare le aspettative

Seno rigido

Come sappiamo bene, un seno naturale tende a seguire i movimenti del corpo (a volte in caso di seno molto grosso, fin troppo); un seno eccessivamente rigido e statico potrebbe quindi essere sinonimo di seno rifatto.
In questo caso, è infatti premura del medico scegliere delle protesi idonee, in modo da assicurare una perfetta riuscita dell’intervento e soprattutto una naturale morbidezza.

Forma del seno

La forma del seno è un elemento chiave. Il seno naturale può assumere diverse forme e, durante l’intervento, è importante non stravolgerle.
Per questo motivo in medicina estetica esistono diverse tipologie di protesi e tecniche di intervento, studiate appositamente per essere adatte alle diverse circostanze ed esigenze.

Seno asimmetrico: cos’è e come rimediare

Avere un seno asimmetrico è una caratteristica comune a molte donne. Se si fa attenzione, si può vedere come il corpo sia ricco di asimmetrie: avete mai provato a giocare con le vostre foto, in particolare con quelle del volto? Specchiando una metà del viso, si ottiene un’immagine che può essere molto distante dalla realtà.

Se piccole asimmetrie nel corpo sono assolutamente normali e fisiologiche, ci sono alcuni casi in cui sono maggiormente evidenti e sono causa di disagio. Nel caso del seno, si presenta una differenza di volume o di forma tra le due mammelle.

Seni diversi

Quando incontro per la prima volta le mie pazienti, mi chiedono spesso perchè abbiano un seno più grande dell’altro. Dal loro punto di vista l’asimmetria, che può essere accennata o più marcata, è un vero e proprio motivo di disagio.

Avere seni diversi è tuttavia una condizione molto comune: a partire dalla pubertà, lo sviluppo può non essere uniforme e può portare a differenze di taglia e di forma. Solitamente poi, raggiunto il totale sviluppo, intorno ai 20 anni, le misure tendono a uniformarsi, pur mantenendo alcune differenze. Ci sono però casi in cui questo non si verifica e bisogna fare i conti con un corpo che non ci piace o con cui non ci sentiamo in armonia.

Cause dell’asimmetria del seno

Le cause di un seno asimmetrico possono essere diverse: spesso si tratta di una condizione congenita che porta le ghiandole della mammella a non svilupparsi completamente.

Si può poi presentare in seguito ad una gravidanza e al conseguente allattamento, a variazioni importanti di peso o con il semplice trascorrere del tempo, che può portare un cedimento dei tessuti. In rari casi le ragioni dell’asimmetria mammaria possono essere di natura medica come la sindrome di Poland, la scoliosi o la sclerodermia.

Per poter correggere questa problematica ci sono diverse soluzioni a seconda del grado di asimmetria e del disagio sentito.

Rimedi per il seno asimmetrico

Quando la differenza tra i due seni è minima e non provoca problemi di autostima è possibile rimediare utilizzando il giusto reggiseno: quelli con coppe preformate o con coppe soft permettono di compensare i due seni e far notare poco la differenza.

Se però è causa di disagio con se stessi, è possibile ricorrere alla chirurgia estetica. Studiando e analizzando le situazioni specifiche, scelgo se intervenire su una sola mammella o su entrambe e se ricorrere a diverse tecniche chirurgiche in associazione. È molto importante avere esperienza sia nel campo della chirurgia ricostruttiva sia di quella estetica, al fine di stabilire già durante la visita preliminare quali procedure utilizzare valutando assieme alla paziente non solo le aspettative, ma anche le prospettive di risultati più duraturi.

Intervento di correzione dell’asimmetria

Valutare insieme alle mie pazienti la migliore via di intervento è un passo fondamentale: le opzioni in campo sono diverse e variano a seconda della situazione.

Nei casi più semplici di seno asimmetrico si parla di un’azione di diminuzione di volume attraverso una mastoplastica riduttiva monolaterale si va cioè ad operare sul seno più grosso rendendolo della stessa dimensione e forma dell’altro.

Se si sceglie di intervenire aumentando il seno più piccolo, invece, potrebbe complicarsi la strategia terapeutica: bisogna evitare che i due seni risultino diversi. Per questo, quando si vuole un aumento si può valutare la correzione del seno asimmetrico con protesi di aumento o con mastopessi anche sul lato non da operare. Qualora gli aumenti siano più piccoli, invece, la strategia migliore da tenere in considerazione è quella del lipofilling con iniezioni di grasso, che garantisce un seno sodo, senza cicatrici o corpi estranei.

Un intervento di correzione migliora l’aspetto del seno, apportando di conseguenza armonia nelle forme del corpo; questo si riflette su tutti gli aspetti della vita privata e pubblica: l’aspetto fisico al giorno d’oggi è tra le prime cose che si valuta all’interno delle interazioni sociali. Per questo il mio obiettivo è permettere alle mie pazienti di godersi il proprio aspetto e viverlo con disinvoltura.

FAQ

È un intervento adatto a tutte le donne?
Ogni corpo è diverso dall’altro e ogni donna ha una sensibilità unica. Per questo preferisco avere un primo incontro con le mie pazienti:  cerco sempre di capire con loro quale possa essere la migliore soluzione al problema.

C’è un’età minima per sottoporsi all’intervento?
Per sottoporsi a un intervento di correzione di un’asimmetria mammaria consiglio sempre di aspettare il completo sviluppo del seno, che avviene attorno ai 20 anni.

Quanto costa un intervento di correzione dell’asimmetria del seno?
Le combinazioni di fattori possono essere molte. Non esiste quindi un’unica soluzione e questa va scelta dopo un’accurata analisi del caso e dei desideri della paziente.

È un intervento per sole donne?
No, ci sono alcuni casi in cui gli uomini hanno un seno più sviluppato rispetto all’altro ed è pertanto possibile correggerlo con la chirurgia estetica.