Come eliminare le smagliature sul seno con il laser frazionato

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Le smagliature sono delle striature cutanee che  coinvolgono diverse aree del corpo, compreso il seno, e assumono nel loro percorso evolutivo due diverse morfologie:

  • Striae rubrae, di colore rosa e tendenti al rosso, lo stadio iniziale;
  • Striae albae, bianche, quello cicatriziale.

La profondità e la consistenza di queste lesioni testimoniano la progressiva rottura dei capillari e delle fibre di collagene ed elastina: alla fase infiammatoria iniziale segue, infatti, l’atrofizzazione e l’ipopigmentazione delle lesioni.

Smagliature seno, le cause

I fattori scatenanti comuni a molte donne sono la crescita del seno, i repentini cambi di peso, la predisposizione genetica, le malattie endocrine, alcune terapie farmacologiche e l’invecchiamento. I fattori ormonali che caratterizzano la comparsa di smagliature sul seno sono l’adolescenza e la gravidanza. Ma la vera questione rimane: esistono dei veri rimedi per le smagliature rosse e bianche?

Le speranze di un miglioramento visibile e duraturo delle smagliature del seno diventano certezza dopo aver conosciuto l’efficacia del laser frazionato sulle smagliature.

Contro le smagliature: la testimonianza di una paziente

Ecco una giovane donna, Roberta, che, dopo essersi sottoposta ai laser di ultima generazione utilizzati dal dottor Spano, ha vinto la sua lotta contro le smagliature del seno e ritrovato la tonicità e la compattezza dei tessuti.

Grazie per aver accettato di condividere con noi la tua gioia per aver recuperato, con qualche piccolo sacrificio, una forma invidiabile.

Osservarmi allo specchio e notare l’assortimento di smagliature bianche e smagliature rosse disposte sia linearmente che a raggiera sulla pancia, sui fianchi e sulla parte alta delle cosce era ormai un’abitudine. Il colpo di grazia sono state le smagliature sul seno apparse dopo aver allattato il primo bimbo.

Mi sono sentita brutta, mortificata e poco attraente. Per non parlare dei sensi di colpa per non aver cercato di prevenirne la comparsa. Il dottor Spano mi ha rassicurato dicendo che, nel mio caso, era presente una predisposizione genetica e che i sensi di colpa non portano a nulla. Insomma, era ora di voltare pagina e pensare seriamente a come togliere le smagliature.

Vogliamo conoscere meglio la tua storia. A che età sono comparse le prime smagliature?
A 13 anni il mio corpo ha iniziato ad arrotondarsi nei punti canonici: petto, fianchi, glutei e cosce diventavano più pieni e mi creavano un certo imbarazzo. In contemporanea cresceva anche il mio appetito e devo dire che la paura di ingrassare era l’ultimo dei miei pensieri. Quando vidi le prime striature rosa non mi preoccupai perché pensavo sarebbe sparite con il tempo, ma ne parlai con la mamma: mi disse che sia lei che la zia ne soffrivano dall’adolescenza.

Poi le smagliature sono diventate un problema non solo estetico, ma psicologico che ha influito sul tuo umore e sull’autostima…
Eh sì, mi vergognavo a indossare il bikini. Inoltre con gli anni avevo accumulato dei chili di troppo e mi sottoponevo a diete feroci.
Alimentazione disordinata e insufficiente idratazione completarono tristemente il quadro: intorno ai 19-20 anni la nefasta alternanza di periodi di “abbondanza” e di rapidi dimagrimenti mi tramutarono nella testimonial ideale dell’effetto yo-yo! Le smagliature erano evidenti e toglierle di mezzo divenne il mio sogno segreto. La mia prima cura contro le smagliature? I rimedi casalinghi che conoscevo erano i massaggi con olio di oliva e l’applicazione di creme che trovavo al Supermercato.

Poi ti sei sposata e sono arrivati tre bei bambini. La gravidanza ha peggiorato la situazione?
Mi sono sposata a 23 anni e nello stesso anno sono diventata mamma di un bel bimbo. Ammetto di non aver pensato a come prevenire la comparsa di nuove smagliature dovute all’aumento del seno e della pancia.
Dopo il parto e la perdita dei chili accumulati, ho cercato dei trattamenti per le smagliature in farmacia e in un centro estetico, ma le dermoabrasioni e i peeling chimici erano dolorosi e, nel mio caso, poco efficaci. Ho sperimentato le cure per smagliature più disparate: dal massaggio con oli vari ai sieri più costosi. Con la nascita delle bambine le smagliature non sono aumentate di numero, ma sono sbiancate, allargate di qualche millimetro e diventate simili a piccoli solchi che potevo sentire al tatto.

E così, a 40 anni, hai chiesto aiuto allo specialista.
Mio marito ed io abbiamo fissato un appuntamento con il dottor Spano, dopo diverse ricerche su internet e grazie anche al passaparola tra amiche e conoscenti che si erano rivolte a lui per altri motivi. Cosa mi ha colpito? La sua pazienza ad ascoltare non solo la mia “biografia” dettagliata, ma ogni tipo di dubbio o domanda che avevo accumulato nel cuore.

Come si è svolta la visita?
Ha voluto conoscere la mia storia clinica… dalle origini ai giorni nostri! Poi ha analizzato il tessuto cutaneo delle zone interessate, la consistenza e l’elasticità della pelle ed infine la gravità delle lesioni. La diagnosi e la cura sono state tempestive e la scelta sul tipo di laser più adatto mi è stata illustrata minuziosamente senza creare aspettative miracolose. Le smagliature bianche sarebbero state un osso duro, ma avremmo potuto attenuarle notevolmente.

Quale tipologia di laser ha applicato?
Il laser Neodimio Yag sulle striature recenti, cioè quelle rosa e rosso violaceo, mentre su quelle più vecchie, le bianche, il più indicato è il laser CO₂ frazionato microablativo abbinato a radio-frequenza. Mi ha spiegato che la loro azione congiunta stimola la formazione di nuovo collagene. Nel mio caso si sono rese necessarie 5 sedute della durata di 20-30 minuti a distanza di circa 40 giorni. Senza anestesia!

Sei soddisfatta?
Adesso posso indossare tutti i bikini che mi sono persa in questi anni!

Alcune tipologie di laser, non medicali, sono usate da operatori non sanitari di centri estetici che promettono miracoli in tempi brevi. Cosa pensi dei rimedi per le smagliature low cost?
In parte anche per esperienza diretta, posso dire che sono poco affidabili e pericolosi perché possono generare allergie, irritazioni e scottature dolorose. La bacchetta magica di Harry Potter non esiste. Scegliere la professionalità del chirurgo plastico aggiornato e coscienzioso esige un costo adeguato, ma i risultati si vedono e ti cambiano la vita.

Un’intervista contro le smagliature ed i sensi di colpa

La nostra ospite, Roberta, è diventata anche un’assidua lettrice del Blog del Dottor Spano. Così abbiamo deciso di trasformare questa simpatica chiacchierata in un’intervista a regola d’arte per darle l’occasione di partecipare e condividere la propria esperienza. La cura della pelle è un argomento assolutamente centrale per chi si occupa di chirurgia e medicina estetica ed un problema particolare e diffuso, come le smagliature, può nascondere molte insidie.

Il Laser che utilizziamo garantisce risultati sorprendenti per chi come Roberta vuole dimenticarsi dei segni delle smagliature del seno e pochi centri a Milano sono all’avanguardia come theClinic in termini di competenza e attrezzature.

Quali sono i fattori di un seno cadente e come combatterli

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Avere il seno cadente è una condizione più che comune per le donne, a prescindere dall’età.

Si tratta di un progressivo svuotamento del seno che a lunga andare lo fa risultare floscio, cosa che, soprattutto in giovane età, può mettere a disagio.

In questo articolo vedremo quali sono le cause e i fattori che possono causare la ptosi mammaria e soprattutto come rimediare quando il seno è ormai disceso verso il basso.

La ptosi mammaria

Per ptosi mammaria si intende proprio lo svuotamento e la discesa del seno verso il basso; è un processo che, purtroppo, è improbabile interrompere naturalmente una volta iniziato. Si tratta di un fenomeno causato da un graduale rilassamento dei tessuti che, perdendo tonicità, non riescono più a sostenere la ghiandola mammaria.

La ptosi mammaria può verificarsi a seguito di eventi particolari, come una gravidanza, oppure per fattori genetici ed ereditari che portano il seno a discendere.

Sicuramente uno dei fattori che influenza maggiormente lo svuotamento è la taglia di partenza: più il seno è voluminoso, più alte sono le probabilità che con il tempo discenda verso il basso.

Cause del seno cadente

Come stavamo dicendo, le cause possono essere dovute a diversi fattori, alcuni congeniti, altri esterni, cioè influenzati dallo stile di vita o da cattive abitudini. Ma vediamo quali sono i fattori principali che portano alla discesa e allo svuotamento del seno:

  • Dieta poco bilanciata;
  • Stile di vita sedentario;
  • Cambi di peso repentini con effetto yo yo;
  • Sovrappeso;
  • Gravidanze ripetute;
  • Allattamento;
  • Reggiseni poco contenitivi, vecchi o di scarsa qualità;
  • Fumo: il tabacco nuoce alla pelle, che risulta sempre meno elastica e via via più rugosa;
  • Mancata protezione ai raggi UV;
  • Postura scorretta.

Premessa: è chiaro che con il passare degli anni il seno cambia  ed è importante sapere che man mano che si avvicina la menopausa, le probabilità che il seno discenda verso il basso sono via via maggiori. Detto questo, è possibile prevenire il problema seguendo uno stile di vita sano, equilibrato e attivo. 

Sebbene la ptosi mammaria sia una condizione che accomuna la maggior parte delle donne over 50, fare attenzione ai fattori scatenanti ne riduce notevolmente le probabilità e l’entità.

Come rassodare il seno cadente

Rassodare il seno cadente senza ricorrere alla chirurgia è molto complesso, se non impossibile. Una volta che la pelle ha perso la sua tonicità è davvero molto difficile restituirgliela; tuttavia ci sono dei rimedi fai da te che possono aiutare sia nel prevenire il seno cadente sia nel limitarne gli effetti quando ormai ha iniziato a discendere.

Sul web si trovano tanti “miracolosi” consigli: massaggiare con olio di mandorle, immergersi per breve tempo nell’acqua ghiacciata o applicare creme apposite. In particolar modo, queste creme hanno l’obiettivo di volumizzare e rassodare l’aspetto del seno, che dopo le applicazioni dovrebbe risultare più pieno e tonico. Tuttavia, sono rimedi poco efficaci, specialmente se la ptosi mammaria è già a un livello importante; se sono prodotti validi che agiscono davvero sulla ptosi, possono essere utili in una fase iniziale, quando il danno ancora non è molto evidente.

Chirurgia estetica seno

La chirurgia estetica è l’unico rimedio davvero valido e duraturo per contrastare la discesa del seno. Gli interventi possibili sono diversi, per cui è davvero molto importante confrontarsi con un chirurgo specializzato in chirurgia estetica del seno per capire quale possa essere l’intervento migliore per la paziente.

Vediamo quali sono le alternative possibili per un seno subito più tonico e sodo.

Mastopessi

La mastopessi  è l’intervento principale per la ptosi mammaria poiché l’obiettivo è proprio quello di sollevare il seno. Si tratta di una sorta di lifting al seno, un intervento molto comune e sicuro che non prevede nemmeno un lungo decorso post operatorio. Questo intervento è molto indicato per le donne il cui seno ha perso forma e volume in seguito a una gravidanza o all’allattamento. 

Una precisazione: questo intervento, in passato, veniva sconsigliato perchè lasciava segni e cicatrici poco nascondibili. Da qualche tempo però, se ci si affida a un medico chirurgo competente e specializzato che conosce tutte le metodiche per operare, viene eseguito con la tecnica multiplane. Questa permette di sollevare il seno senza cicatrici inserendo una protesi, si tratta di una metodica che arriva direttamente dagli states i cui vantaggi sono diversi. 

Mastoplastica additiva o lipofilling

Quando si parla di mastoplastica additiva per risollevare il seno, la maggior parte delle volte si tratta di interventi combinati. Infatti, quando il seno è cadente e svuotato è importante risollevarlo ma, in molti casi, anche dargli volume: in alcuni casi il chirurgo sceglie se abbinare la mastopessi all’inserimento di protesi mammarie oppure al lipofilling.

Qualora si scegliesse la mastoplastica, una delle scelte più importanti da fare riguarda le protesi: ne esistono di diverse quindi sarà il chirurgo di riferimento, in base al risultato che si vuole ottenere, a suggerire il tipo di protesi più adatta. 

Nel caso del lipofilling, invece, è possibile scegliere la zona da cui estrarre l’adipe in eccesso: in questo caso ci sarà un doppio rimodellamento che riguarderà ovviamente il seno ma anche l’area donatrice.

Ginecomastia maschile: aumento del seno maschile

La ginecomastia è lo sviluppo del seno nell’uomo, che dunque presenta un torace prettamente femminile.

Questo ingrossamento ha ripercussioni più psicologie che sulla salute, tant’è vero che molti uomini decidono di intervenire chirurgicamente per risolvere il problema.

Un uomo con il seno, infatti, potrebbe sentirsi a disagio, in imbarazzo e avere quindi disturbi sia nella sfera sociale, soprattutto d’estate, ma anche sessuale.

Cos’è la ginecomastia

La ginecomastia può interessare entrambe le mammelle oppure solo una e si può presentare in qualsiasi fascia di età.

Come accennavamo già prima, la ginecomastia non è un grave problema; il più delle volte è una conseguenza di uno squilibrio ormonale, che può essere temporaneo oppure prolungarsi nel tempo.

Ma quali sono i sintomi della ginecomastia?

Il primo è sicuramente un ingrossamento del seno che comprende anche il capezzolo; attenzione però a non confonderlo con quella che è definita “ginecomastia falsa”, ossia l’incremento del volume mammario legato all’aumento del grasso sottopelle.

La ginecomastia ha diverse sfaccettature, per questo motivo, quando si nota un aumento della mammella, è importante consultarsi con un medico, così da capire la vera causa e agire di conseguenza.

Cause del seno maschile

La maggior parte delle volte, l’aumento del seno maschile è provocato da uno squilibrio ormonale: diminuiscono i livelli di testosterone e aumentano gli estrogeni.

Il testosterone è l’ormone che svolge un’azione di controllo sullo sviluppo dei tratti maschili (come la massa muscolare e la peluria), mentre gli estrogeni controllano i tratti femminili (tra cui la crescita del seno). Sebbene gli estrogeni siano considerati gli ormoni per definizione femminili, sono presenti anche l’organismo maschile anche se in piccole quantità, e quando questi aumentano una delle conseguenze può essere proprio un aumento del seno.

Altre cause, poi, possono essere legate all’assunzione di alcuni farmaci o all’abuso di sostanze come alcool e droghe più o meno leggere.

Tipi di ginecomastia

Esistono diversi tipi di ginecomastia; la differenza principale sta nella persistenza del disturbo e nelle cause, ma vediamo le principali tre categorie: 

  • Neonatale: causata dagli estrogeni materni è una condizione che può colpire il neonato ma che tende a scomparire entro due o tre settimane dalla nascita;
  • Puberale: è quando il seno maschile aumenta durante il periodo della pubertà a causa di cambiamenti ormonali. Anche in questo caso la maggior parte delle volte regredisce spontaneamente;
  • Senile: condizione caratteristica dei soggetti più avanti con l’età e spesso obesi; è causata dalla riduzione dei livelli di testosterone con un conseguente aumento del seno.

Intervento chirurgico per la ginecomastia maschile

Il trattamento della ginecomastia è differente a seconda del tipo e delle cause scatenanti: in alcuni casi è sufficiente intervenire con una cura farmacologica, mentre in altri è necessario un intervento chirurgico.

Quello più indicato in casi di vera ginecomastia è la mastectomia . Infatti permette di rimuovere la ghiandola in eccesso attraverso una piccola incisione nel bordo inferiore dell’areola e restituire un petto piatto.

Se invece è presente un eccesso di pelle, è preferibile la mastopessi, che consente di riposizionare i capezzoli e rimuovere la pelle di troppo.

Tuttavia, se l’aumento del seno maschile è formato solo da grasso, l’intervento consiste nell’aspirare il tessuto adiposo tramite delle cannule, proprio come avviene negli interventi di liposuzione, così da restituire al petto un aspetto maschile e più sodo. 

In base all’intervento ci saranno decorsi post-operatori diversi, per quanto riguarda le cicatrici, invece, saranno tutte poco visibili, poiché di pochi millimetri. Ciò che accomuna tutte le operazioni è il riposo, che deve durare un paio di settimane.

Protesi al seno

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Quando si decide di eseguire un intervento, si nutrono spesso forti dubbi e preoccupazioni legati a forma, dimensione e tipo di protesi al seno.

Iniziamo con il fare un po’ di chiarezza. Esistono due diverse generazioni di protesi e possono essere distinte usando come punto di riferimento gli anni 2000. Quelle di vecchia generazione, utilizzate fino alla fine degli anni ’90, erano formate da un silicone meno denso e non coesivo: in caso rottura causata da un trauma o da deterioramento della protesi, c’era un rischio maggiore di infiammazione dei tessuti.
Quelle di nuova generazione invece sono formate da gel di silicone coesivo, cioè un materiale molto uniforme che evita dispersioni in caso di rottura della protesi e, di conseguenza, infiammazioni.

Tipi di protesi al seno

Prima di vedere quali siano i diversi tipi di protesi attualmente in uso e le loro caratteristiche, è utile sottolineare come non ci sia una protesi ideale e universalmente giusta. Ogni caso va preso singolarmente, tenendo presente la fisicità, le abitudini quotidiane e il periodo della vita della persona. Ecco perchè affidarsi a un medico esperto, oltre che essere sinonimo di qualità e sicurezza, determina la bellezza e la riuscita dell’intervento.

Inoltre, spesso mi vengono poste preoccupazioni e domande in merito al prezzo delle protesi e degli interventi. Gran parte delle volte, se non tutte, prezzi troppo bassi equivalgono a scarsa qualità; ecco perchè sapere quali siano i fattori che incidono sul prezzo può aiutare nella scelta .

Protesi a goccia

Le protesi a goccia, conosciute anche come anatomiche, sono particolarmente indicate per chi vuole un risultato più naturale. Grazie a questa loro caratteristica, sono molto richieste e sempre più case le producono: garantiscono risultati ottimali; nelle mani di un chirurgo specializzato in chirurgia del seno poi, il rischio di rotazione della protesi è sostanzialmente nullo.

Protesi rotonde

Questo tipo di protesi permette di avere il famoso “effetto push-up” ricercato da molte donne. Le protesi rotonde, infatti, rendono il seno maggiormente pieno e voluminoso nella parte superiore.

Protesi b-lite

Si tratta di protesi di ultima generazione studiate per rispondere alle esigenze di molte donne. Rispetto agli impianti tradizionali, sono rivestite in gel di silicone e sono più leggere del 30%. Questo ha numerosi vantaggi: il primo tra tutti è un seno più leggero che permette una maggior facilità nei movimenti quotidiani e sportivi. Inoltre garantiscono risultati più stabili nel tempo e una rapida ripresa.

Come scegliere le protesi

Partiamo da un concetto che può sembrare banale e scontato, ma è fondamentale: non esiste una protesi ideale e perfetta per ogni situazione. Vi faccio qualche esempio.

Se ho una paziente che ha dei fianchi importanti, opterò per delle protesi leggermente più grandi in modo da evidenziarli di meno e viceversa. Allo stesso modo, se c’è un caso in cui è presente un seno distanziato l’uno con l’altro, la scelta cadrà su protesi più larghe, in modo da cercare di avvicinare i seni senza esaltare il distanziamento.

Per questo è sempre importante guardare al contesto in cui si opera, considerando la fisionomia della persona, il suo stile di vita e il momento in cui si vuole effettuare l’intervento.

Durata delle protesi al seno

“Le protesi hanno una data di scadenza?”.
È questa una delle domande che mi viene maggiormente posta. Come accennato all’inizio di questo articolo, esistono due diverse generazioni di protesi. Fino agli anni ’90 veniva usato un gel non coesivo e, in caso di rottura, c’era un’alta probabilità di infiammare i tessuti circostanti. Per questa ragione, era decisamente consigliata la sostituzione dopo 10 anni.

Fortunatamente dagli anni 2000 la situazione è fortemente cambiata: le protesi usate oggi sono formate da un silicone altamente coesivo. Durano per tutta la vita e non è necessario cambiarle se non in caso di rottura, condizione che, però, si può verificare solo in seguito a un trauma. Quindi capita molto più di frequente sostituire una protesi perché è cambiata la forma del seno, piuttosto che per problemi legati alla protesi stessa.

Scadenza delle protesi

A questo punto è necessario fare ancora un paio di considerazioni: la protesi ed il seno stesso durante il corso degli anni vanno in corso a un cambiamento naturale. Per questa ragione consiglio sempre di tenere sotto controllo la situazione con visite periodiche ed esami come l’ecografia del seno.

Un’altra cosa da tener presente è il momento della vita in cui si pianifica una chirurgia: pazienti molto giovani che vanno incontro ad un intervento come la mastoplastica additiva per aumentare la taglia, si troveranno con qualche possibilità di dover a sostituire le protesi al seno a causa di una gravidanza o di cambiamenti ormonali nel corpo. Chi si sottopone all’intervento in età più avanzata invece, per intenderci quando non subirà più grossi cambiamenti del corpo, avrà maggior sicurezza di tenere le stesse protesi per tutta la vita.

Attenzione però! Non tutti i chirurghi hanno smesso di usare le protesi di vecchia generazione: in caso di dubbi non c’è nulla di più semplice che chiedere ed informarsi.

Sostituzione e rimozione delle protesi

Con le protesi di ultima generazione quindi, nessuna donna è obbligata a cambiarle; è più una questione legata alla forma del proprio seno: se resta stabile le protesi si tengono, se cambia o scende verso il basso o si volesse cambiare la dimensione, si pianifica una sostituzione.
Ci sono poi casi in cui si sceglie di rimuoverle: per evitare un effetto sgonfio e cadente, si possono valutare soluzioni come la mastopessi o il lipofilling, in grado di mantenere un bell’aspetto anche dopo.

Seno rifatto al tatto

Se improvvisamente doveste sentire qualcosa nella parte bassa del seno in seguito a un impianto di protesi non c’è da allarmarsi. Molto probabilmente si tratta del bordo della protesi, ma per essere maggiormente sicuri e tranquilli si può effettuare una visita di controllo.

A che cosa è dovuto? I tessuti del seno, soprattutto nella parte inferiore, sono molto sottili, in particolare modo in chi si sottopone a un intervento di mastoplastica additiva o di mastopessi.
Solitamente è una condizione che non si manifesta nelle settimane immediatamente successive all’intervento, bensì dopo qualche mese: pian piano i tessuti si sgonfiano e tornano alla normalità, facendo riacquisire sensibilità

Protesi al seno problemi e soluzioni

Che cosa si può fare? La prima cosa da fare è avere molta pazienza: infatti la maggior parte delle volte dopo qualche settimana la capsula che circonda la protesi al seno si inspessisce; facendolo crea una barriera che riduce nettamente quella sensazione al tatto. Se questo non dovesse succedere, si potrebbe valutare di associare una procedura abbastanza leggera chiamata lipofilling : consiste nel prendere un po’ di tessuto adiposo da un’altra parte del corpo e impiantarlo nella parte bassa del seno. Questa tecnica si chiama “mastoplastica additiva ibrida”, proprio perché si va ad aumentare il seno un po’ con la protesi e un po’ con il tessuto adiposo e aiuta molto a non sentire la protesi nella parte bassa del seno.

Ad ogni modo anche se non si intervenisse in alcun modo la situazione non peggiorerebbe e non ci sarebbero rischi. Gli unici consigli per chi sta decidendo se sottoporsi a un intervento o meno sono due: il primo è scegliere una protesi non troppo grande. Questo perchè più la protesi ha dimensioni contenute, meno è frequente che si possa sentire con le mani il bordo. Se poi state pianificando una gravidanza, aspettate: con l’attesa e l’allattamento il corpo subisce grandi cambiamenti che potrebbero incidere sul risultato finale.

Come riconoscere un seno rifatto

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Come riconoscere un seno rifatto è una delle domande che mi viene fatta più spesso.
Chi per capriccio, chi per sentirsi più femminile o sensuale, sempre più donne decidono di fare dei ritocchi al loro seno.
La maggior parte di loro, infatti, dichiara di volersi sottoporre a un intervento simile per riprendere autostima. Come abbiamo già visto in altri articoli, con il passare degli anni il seno cambia forma e, perdendo l’elasticità e il tono tipici della giovinezza, può essere causa di disagio e insicurezza.

Quando incontro alcune delle mie pazienti mi dicono di avere da sempre un rapporto complicato con le loro forme: in particolar modo con quelle del seno, incapaci di farle sentire belle o attraenti.
Ecco il motivo per cui la mastoplastica è l’intervento chirurgico che va per la maggiore.

Seno rifatto naturale

Quando si decide di sottoporsi a un intervento al seno la domanda inevitabile è: “Si noterà tanto?”.
Nell’arco della mia carriera, mi sono reso conto che un seno rifatto bene, cioè eseguito con le giuste tecniche e realizzato dopo un’attenta analisi e studio della fisicità della persona, garantisce un risultato finale naturale e poco si nota.

Seno rifatto al tatto

Smentiamo quindi un’altra delle tante preoccupazioni che le pazienti hanno prima di un’operazione: il seno rifatto non risulta freddo al tatto. E vi spiego perché: la protesi viene inserita sotto al tessuto mammario, che è “caldo”; pertanto, la protesi, nonostante sia un corpo estraneo, non solo prende la temperatura del tessuto, ma non si percepisce quando si tocca la pelle.

Seno perfetto

Sulla base della mia esperienza posso assolutamente garantire che un seno rifatto bene risulta perfetto, proporzionato, simmetrico e naturale per chi lo porta.
Andiamo però a capire cosa significa “seno perfetto”. Un seno perfetto , in medicina estetica, significa un seno armonico con il resto del corpo, proporzionato e che valorizza anche le altre forme del corpo.

Spesso, l’unico aspetto che si guarda è la taglia, ma questo è tra gli ’errori più gravi che ci possano essere. Infatti, un seno rifatto male non significa necessariamente un seno rigido, con cicatrici visibili e troppo evidente, ma incapace di valorizzare la fisicità della donna.

Operazioni al seno

Se si vuole un seno rifatto ancora più naturale si può optare per il lipofilling (link: https://www.dottorspano.it/ricostruttiva/lipofilling/),, una tecnica che prevede l’inserimento del grasso, prelevato da altre parti del corpo e ridistribuito nel seno.

Questa tecnica dona una nuova corposità e forma al seno senza controindicazioni.
È indicato per chi non ha l’obiettivo di aumentare il volume del proprio seno di più di 1 taglia, ma vuole modellarne la forma e renderlo più corposo e tonico.

Riconoscere un seno rifatto

Nell’immaginario comune un seno rifatto è subito riconoscibile; in realtà però, se l’operazione è stata fatta da una mano esperta, può essere più difficile di come sembra. Tuttavia, ci sono alcuni dettagli che potrebbero aiutare a riconoscere un seno rifatto.

Cicatrici sul seno

Le cicatrici, in base all’intervento subito, sono più o meno visibili.
In generale possiamo dire che un intervento fatto male lascia cicatrici ben evidenti, mentre un intervento eseguito con le tecniche di ultima generazione no.

Durante la prima visita mi prendo sempre del tempo per parlare con le mie pazienti e scegliere il percorso più adatto per rispettare le aspettative

Seno rigido

Come sappiamo bene, un seno naturale tende a seguire i movimenti del corpo (a volte in caso di seno molto grosso, fin troppo); un seno eccessivamente rigido e statico potrebbe quindi essere sinonimo di seno rifatto.
In questo caso, è infatti premura del medico scegliere delle protesi idonee, in modo da assicurare una perfetta riuscita dell’intervento e soprattutto una naturale morbidezza.

Forma del seno

La forma del seno è un elemento chiave. Il seno naturale può assumere diverse forme e, durante l’intervento, è importante non stravolgerle.
Per questo motivo in medicina estetica esistono diverse tipologie di protesi e tecniche di intervento, studiate appositamente per essere adatte alle diverse circostanze ed esigenze.

Seno asimmetrico: cos’è e come rimediare

Avere un seno asimmetrico è una caratteristica comune a molte donne. Se si fa attenzione, si può vedere come il corpo sia ricco di asimmetrie: avete mai provato a giocare con le vostre foto, in particolare con quelle del volto? Specchiando una metà del viso, si ottiene un’immagine che può essere molto distante dalla realtà.

Se piccole asimmetrie nel corpo sono assolutamente normali e fisiologiche, ci sono alcuni casi in cui sono maggiormente evidenti e sono causa di disagio. Nel caso del seno, si presenta una differenza di volume o di forma tra le due mammelle.

Seni diversi

Quando incontro per la prima volta le mie pazienti, mi chiedono spesso perchè abbiano un seno più grande dell’altro. Dal loro punto di vista l’asimmetria, che può essere accennata o più marcata, è un vero e proprio motivo di disagio.

Avere seni diversi è tuttavia una condizione molto comune: a partire dalla pubertà, lo sviluppo può non essere uniforme e può portare a differenze di taglia e di forma. Solitamente poi, raggiunto il totale sviluppo, intorno ai 20 anni, le misure tendono a uniformarsi, pur mantenendo alcune differenze. Ci sono però casi in cui questo non si verifica e bisogna fare i conti con un corpo che non ci piace o con cui non ci sentiamo in armonia.

Cause dell’asimmetria del seno

Le cause di un seno asimmetrico possono essere diverse: spesso si tratta di una condizione congenita che porta le ghiandole della mammella a non svilupparsi completamente.

Si può poi presentare in seguito ad una gravidanza e al conseguente allattamento, a variazioni importanti di peso o con il semplice trascorrere del tempo, che può portare un cedimento dei tessuti. In rari casi le ragioni dell’asimmetria mammaria possono essere di natura medica come la sindrome di Poland, la scoliosi o la sclerodermia.

Per poter correggere questa problematica ci sono diverse soluzioni a seconda del grado di asimmetria e del disagio sentito.

Rimedi per il seno asimmetrico

Quando la differenza tra i due seni è minima e non provoca problemi di autostima è possibile rimediare utilizzando il giusto reggiseno: quelli con coppe preformate o con coppe soft permettono di compensare i due seni e far notare poco la differenza.

Se però è causa di disagio con se stessi, è possibile ricorrere alla chirurgia estetica. Studiando e analizzando le situazioni specifiche, scelgo se intervenire su una sola mammella o su entrambe e se ricorrere a diverse tecniche chirurgiche in associazione. È molto importante avere esperienza sia nel campo della chirurgia ricostruttiva sia di quella estetica, al fine di stabilire già durante la visita preliminare quali procedure utilizzare valutando assieme alla paziente non solo le aspettative, ma anche le prospettive di risultati più duraturi.

Intervento di correzione dell’asimmetria

Valutare insieme alle mie pazienti la migliore via di intervento è un passo fondamentale: le opzioni in campo sono diverse e variano a seconda della situazione.

Nei casi più semplici di seno asimmetrico si parla di un’azione di diminuzione di volume attraverso una mastoplastica riduttiva monolaterale si va cioè ad operare sul seno più grosso rendendolo della stessa dimensione e forma dell’altro.

Se si sceglie di intervenire aumentando il seno più piccolo, invece, potrebbe complicarsi la strategia terapeutica: bisogna evitare che i due seni risultino diversi. Per questo, quando si vuole un aumento si può valutare la correzione del seno asimmetrico con protesi di aumento o con mastopessi anche sul lato non da operare. Qualora gli aumenti siano più piccoli, invece, la strategia migliore da tenere in considerazione è quella del lipofilling con iniezioni di grasso, che garantisce un seno sodo, senza cicatrici o corpi estranei.

Un intervento di correzione migliora l’aspetto del seno, apportando di conseguenza armonia nelle forme del corpo; questo si riflette su tutti gli aspetti della vita privata e pubblica: l’aspetto fisico al giorno d’oggi è tra le prime cose che si valuta all’interno delle interazioni sociali. Per questo il mio obiettivo è permettere alle mie pazienti di godersi il proprio aspetto e viverlo con disinvoltura.

FAQ

È un intervento adatto a tutte le donne?
Ogni corpo è diverso dall’altro e ogni donna ha una sensibilità unica. Per questo preferisco avere un primo incontro con le mie pazienti:  cerco sempre di capire con loro quale possa essere la migliore soluzione al problema.

C’è un’età minima per sottoporsi all’intervento?
Per sottoporsi a un intervento di correzione di un’asimmetria mammaria consiglio sempre di aspettare il completo sviluppo del seno, che avviene attorno ai 20 anni.

Quanto costa un intervento di correzione dell’asimmetria del seno?
Le combinazioni di fattori possono essere molte. Non esiste quindi un’unica soluzione e questa va scelta dopo un’accurata analisi del caso e dei desideri della paziente.

È un intervento per sole donne?
No, ci sono alcuni casi in cui gli uomini hanno un seno più sviluppato rispetto all’altro ed è pertanto possibile correggerlo con la chirurgia estetica.

Quanto costa rifarsi il seno?

Parlando con le mie pazienti arriva sempre il momento della fatidica domanda: “ma quanto costa rifarsi il seno?”. I soldi, si sa, sono un tema a volte delicato e spesso si preferisce puntare sul risparmio piuttosto che sulla qualità.
Ogni intervento ha diverse variabili da tenere in considerazione e il prezzo varia a seconda dei risultati che si vogliono ottenere. Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza e quali sono gli standard in Italia.

Tipi di intervento al seno

Prima di affrontare la questione economica, vediamo quali sono i diversi tipi di intervento al seno e perchè sono tanto richiesti.

Guardarsi allo specchio e riuscire a vedere una figura che ci piace è fondamentale: quando questa con combacia con come si vorrebbe essere, ci si sente a disagio con il proprio corpo; confidenza e autostima man mano diminuiscono e influenzano non solo il rapporto con se stessi, ma anche le relazioni con gli altri.

Oltre a motivazioni estetiche, ci sono donne che chiedono un intervento per motivi di salute: ad esempio un seno troppo grosso può portare problemi posturali e dolori alla schiena.

Mastoplastica additiva

In generale è il tipo di intervento maggiormente richiesto ed è indicato per chi ha un seno troppo piccolo o ha avuto uno svuotamento del seno. È anche usato per correggere eventuali asimmetrie e migliorare la forma del seno grazie alle protesi.

Le protesi in gel di silicone coesivo possono essere anatomiche o rotonde in base all’effetto e alla misura del seno finale che si vorrebbero ottenere. Il gel in silicone altamente coesivo è un materiale innovativo che ha sostituito le vecchie protesi, migliorando i risultati e l’affidabilità nel tempo.

Ci sono poi diverse tecniche che si possono eseguire a seconda del tipo di seno del paziente:

  • mastoplastica additiva con posizionamento retroghiandolare
  • intervento di mastoplastica additiva con posizionamento retromuscolare
  • mastoplastica additiva con posizionamento parzialmente retromuscolare (dual-plane)

Scopri di più

Mastoplastica riduttiva

Intervento indispensabile per donne che hanno un seno troppo grosso che causa disturbi come mal di schiena e irritazione della pelle; inoltre un seno troppo grosso può diventare ingombrante e difficile da portare anche nel quotidiano, limitando a volte i movimenti o le attività da poter svolgere. Scopri di più sull’intervento qui.

In alcuni casi è possibile ridurre il seno con la liposuzione, ma quasi sempre è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

Liposuzione e lipofilling

Per un risultato eccellente e naturale, dei piccoli interventi di lipofilling (aspirazione e immediato reimpianto del tessuto adiposo nel seno) possono andare a integrare l’operazione di mastoplastica additiva, correggendo tutti gli inestetismi e i piccoli difetti intorno al seno, per donare un aspetto ancora più seducente influenzando la percezione delle forme, non solo in foto! La Liposuzione invece può essere d’aiuto all’intervento di mastoplastica riduttiva. La combinazione dei due interventi è un elisir di bellezza che maggiormente consiglio alle mie pazienti.

Rifare il seno: costi

Veniamo ora alla questione più spinosa: quanto costa rifare il seno? Il costo di un seno rifatto è composto da diversi fattori e giocano tutti un ruolo molto importante.

Protesi mammarie

In caso si esegua una mastoplastica additiva scegliere la giusta protesi è determinante: non solo per una questione visiva legata alla forma e alla dimensione, ma anche per la vista!
Non solo, avere delle protesi di cattiva qualità potrebbe portare delle complicazioni dopo l’operazione.

Per questo scelgo per le mie pazienti sempre l’eccellenza: protesi sicure però, equivalgono a un alto prezzo (consultabile sui siti delle case produttrici: Polytech, B-Lite, Mentor, Motiva, Nagor).

Dove rifarsi il seno

Personalmente credo che gli interventi richiedano sempre massima serietà, professionalità e sicurezza. Una clinica affidabile e sempre disponibile, permette alla paziente di affrontare l’intervento con tranquillità e comfort, potendo sempre contare su un’equipe di esperti.

Dire che la mano del chirurgo è un punto discriminante è forse affermare l’ovvio. Vi capita mai di voler cambiare il medico che vi segue perchè non vi convince abbastanza o scegliere di andare da un professionista piuttosto che un altro?

Quando si parla di salute si cerca sempre il meglio per evitare sorprese spiacevoli. Questo si applica anche nella medicina estetica e ancor di più nella chirurgia. Una mano esperta, con anni di esperienza e con un’equipe di professionisti a suo fianco, è in grado di gestire tutte le eventuali complicazioni garantendo ottimi risultati non solo durante l’operazione, ma anche dopo.

Quanto costa rifarsi il seno in Italia

Prendendo in considerazione i casi in cui la ragione dell’operazione è puramente estetica, vediamo quali sono i prezzi medi (quindi solo indicativi) sul mercato italiano per l’intervento più richiesto al mondo, cioè l’aumento di seno.

Una mastoplastica additiva, che permette di aumentare il volume del seno e migliorarne le forme con uso di protesi si aggira tra i 6.500€ e i 9.000€; si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio che necessita la presenza di un’equipe completa con professionisti e anestesisti a disposizione h24.

Attenzione quindi se il prezzo preventivato risulta troppo basso perchè è legato a standard di sicurezza non elevati (ambulatori o piccole cliniche day-hospital), protesi mediocri o chirurghi non esperti e non specialisti in chirurgia plastica.

Capezzoli

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I capezzoli sono delle piccole sporgenze cilindriche che si trovano sul seno. Al giorno d’oggi hanno un ruolo importante nell’estetica di uomini e donne: decorati da piercing variopinti, simbolo di piacere sessuale e non, sono messi in risalto da reggiseni senza coppe o sfoggiati direttamente sotto magliette attillate.
L’aspetto è abbastanza rugoso a causa della presenza di piccoli fori di uscita dei dotti galattofori, responsabili del trasporto del latte prodotto dalla ghiandola mammaria. In alcuni casi possono risultare leggermente screpolati o secchi e causare prurito; in generale è una condizione abbastanza comune e può essere provocata e aumentata da profumi, salviette, saponi e, ovviamente, dall’allattamento.

Rispetto al resto del seno risultano di colorazione più scura, di solito rosa scuro o marroncina, così come l’area che lo circonda, l’areola. Di solito il capezzolo è in rilievo rispetto il resto della cute, tranne alcuni casi in cui è introflesso; può essere più o meno sporgente e ha dimensioni differenti a seconda del seno, ma in media ha un diametro di 9-10mm e un’altezza di 10-12mm.

Tipi di capezzoli

Spesso causa di scandali sui social network, i capezzoli sono una zona molto intima del corpo e in quanto tale, cerco sempre di parlare con le mie pazienti per renderle a loro agio e poter star bene con loro stesse.

Ogni donna ha una forma del capezzolo unica e diversa dalle altre, sono tutte condizioni normali e nessuna di questa deve essere motivo di imbarazzo. Personalmente cerco sempre di ascoltare i desideri e le varie insicurezze delle mie pazienti per poterle aiutare al meglio.

Ma esistono davvero delle forme diverse? Ebbene si, così come il seno , esistono diversi tipi di capezzoli, vediamo quali.

Capezzoli grandi

Di dimensioni più elevate rispetto alla norma, è una condizione che si presenta sulle donne così come sugli uomini. Non rappresentano alcun problema se non l’essere sempre ben visibili e pertanto esser causa di disagio.

Capezzoli piatti

All’apparenza rimangono allo stesso livello dell’areola, quasi invisibili e senza un forma specifica. Ciò però non significa che rimangano sempre così, mai darli per scontati quando fa freddo…

Capezzoli gonfi

Ci sono alcune volte in cui i capezzoli risultano gonfi, di norma non c’è da preoccuparsi, può essere un fattore ereditario. Appaiono più grossi, tendono verso l’esterno e verso il basso.

Capezzoli sporgenti

Tra i più comuni, questo tipo di capezzoli è caratterizzato da una maggiore altezza e sporgenza rispetto all’areola; sono perfetti per gli amanti delle t-shirt bianche bagnate, un po’ meno per chi non ama indossare il reggiseno ma non desidera rivelare troppo.

Capezzoli invertiti

Tendono ad essere rivolti verso l’interno come se fossero ripiegati nel centro. Non sono da confondere con quelli introflessi, che non sporgono verso l’esterno quando vengono stimolati e non sono presenti fin dalla nascita.

Capezzoli pelosi

Caratteristica comune ad entrambi i sessi ma non rappresenta un problema se non per un fattore estetico. In alcuni casi i follicoli presenti sulla’areola producono una quantità maggiore di peli; il colore e la quantità possono dipendere da fattori genetici e anagrafici.

Capezzoli introflessi

Ci sono alcuni casi in cui i capezzoli non risultano sporgenti, ma sono sempre rivolti verso l’interno anche se vengono stimolati. Questa anomalia si può trovare sia sugli uomini che sulle donne e può caratterizzare solo un seno oppure entrambi. Spesso i capezzoli introflessi vengono confusi con quelli invertiti; è tuttavia preferibile mantenere una distinzione tra le due: infatti l’inversione del capezzolo si verifica quando rientra interamente e non solo in modo parziale.

Le cause di questa condizione possono essere molteplici, la più comune è la lunghezza limitata dei dotti galattofori che porta il capezzolo a rientrare. È possibile correggerli apponendo un piercing o con un’operazione chirurgica. Il piercing al capezzolo è infatti una buona soluzione per farlo rimanere nella giusta posizione, aiuta poi a diminuire la tensione del tessuto sottostante. L’altra soluzione che valuto insieme alle mie pazienti a seconda dei casi è la correzione chirurgica: si allungano i dotti galattofori in modo di far fuoriuscire nuovamente il capezzolo.

Interventi ai capezzoli

Per quanto nell’immaginario comune la chirurgia estetica si applica solamente al seno, esistono tante altre applicazioni. Nella mia esperienza mi è capitato più di quanto si possa pensare di lavorare sui capezzoli. Sono una parte molto intima del corpo ed è del tutto normale volersi sentire a proprio agio con essa. Personalmente sono solito correggere le possibili anomalie con tre diversi interventi:

Riduzione :

nel caso in cui i capezzoli siano troppo grandi e doloranti. Dopo aver fatto una visita iniziale, concordo con la mia paziente la riduzione più adatta.

Sollevamento :

in caso in cui sia presente una ptosi mammaria e sia necessario sollevare anche i capezzoli. Solitamente svolgo questo intervento con la mastopessi

Eversione :

intervento che serve in caso di introflessione per prolungare i dotti galattofori ed estroflettere il capezzolo.

Mastopessi

La mastopessi è uno degli interventi chirurgici che possono essere effettuati per risollevare il seno, cercando di ridurre il più possibile le cicatrici. È indicata per tutte le donne con seno cadente, poco sodo e capezzoli che puntano verso il basso.

Non ci sono indicazioni particolari per quanto riguarda l’età, ma è consigliabile aspettare un completo sviluppo del seno e posticipare l’intervento dopo l’allattamento.

Lifting del seno

Conosciuto anche come lifting del seno è, insieme alla mastoplastica additiva, uno degli interventi di chirurgia estetica che mi vengono maggiormente richiesti. Principalmente serve a correggere la ptosi mammaria, ossia il cedimento del seno.

L’intervento è eseguito in anestesia generale e in day hospital, solitamente non supera le due ore e i tempi di ripresa sono rapidi se eseguito da una mano esperta e attenta.

Ptosi mammaria

La ptosi mammaria si può distinguere in diversi gradi in base al rilassamento della mammella e al posizionamento dei capezzoli.
Per definire il cedimento molte donne usano la “prova della matita”, consiste nell’inserire una matita nel solco sottomammario e vedere se cade o rimane nella posizione; il metodo corretto è però un altro, infatti è importante misurare la distanza tra il solco sottomammario e la parte finale del seno. A seconda della misura risultante si può definire se la ptosi non è affatto presente, se c’è in forma lieve, se è media o elevata.

A seconda del grado di cedimento, decido il tipo di incisione da effettuare; la più comune è quella “ad ancora” o a “T rovesciata”, composta da tre diverse incisioni: una lungo il perimetro dell’areola, una dal margine inferiore dell’areola al solco sottomammario e la terza lungo il solco sottomammario.

Una volta esaminata la ptosi mammaria, sono solito valutare con le mie pazienti se l’intervento di mastopessi è sufficiente o se è consigliabile inserire anche una protesi (in caso di evidente svuotamento dei volumi).

Mastopessi senza protesi

Nei casi in cui è presente solo un cedimento cutaneo, procedo a un intervento senza aggiunta di protesi. Durante il lifting si provvede a rimodellare i seni asportando la pelle in eccesso, spostando la ghiandola mammaria nella posizione originaria e riposizionando l’areola e il capezzolo più in alto.
I risultati che si possono ottenere sono molto soddisfacenti ma non sono permanenti. Invecchiamento, gravità e stili di vita come cambiamenti di peso, fumo e gravidanze influenzeranno sempre l’esito finale.
L’intervento può essere eseguito singolarmente o unito ad altre operazioni chirurgiche come la mastoplastica additiva , la mastoplastica riduttiva o altri interventi di chirurgia estetica.

Mastopessi cicatrici

L’intervento di mastopessi classico lascia cicatrici sottilissime e poco visibili, che inoltre possono essere nascoste dal reggiseno e dal costume. Inoltre, se si desidera, trascorso un certo periodo di tempo, è possibile sottoporsi a un trattamento estetico per attenuarne l’evidenza.

È però presente una nuova tecnica, praticata solo da pochissimi chirurghi al mondo, che permette di limitare le cicatrici ad un solo piccolo segno sotto al seno. Scopri di più sul Multiplane .

Intervento al seno

L’intervento al seno di mastopessi necessita una visita pre-operatoria, in cui esamino forma e dimensione del seno, dell’areola e dei capezzoli e valuto le caratteristiche muscolari e tissutali delle mammelle. Dopo un’attenta analisi e un confronto con la mia paziente decido il miglior approccio chirurgico da adottare.

Affidarsi ad un chirurgo esperto e con molta esperienza è molto importante per ottenere un buon risultato ed evitare possibili complicazioni. Inoltre, durante la visita pre-operatoria fornisco tutte le informazioni relative all’operazione e al post-operatorio e sono pronto a rispondere a eventuali dubbi delle mie pazienti.

Post operatorio

È importante rimanere a riposo nelle ore immediatamente successive all’intervento; la zona può essere lievemente dolente e leggermente gonfia, trattabile con degli antidolorifici.
Dopo poche ore è consigliabile indossare un reggiseno post chirurgico che andrà tenuto per qualche settimana. Non sarà necessaria alcuna rimozione dei punti poichè si riassorbiranno da soli.
Ad una settimana dall’operazione si può riprendere la normale attività evitando però di affaticarsi troppo.

Grazie ad anni di esperienza e alle tecniche sviluppate negli anni, questo tipo di intervento non ha complicanze particolari. Consiglio però di seguire sempre tutte le indicazioni fornite da me e dal mio staff e di contattarmi in caso di necessità.

Seno perfetto

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Tutte le donne desiderano un seno perfetto; il seno può essere perfetto per loro, per gli altri o per entrambi. Molto frequentemente visito donne che purtroppo, a causa di canoni di bellezza imposti dall’esterno, non accettano il proprio corpo e per questo si sentono a disagio. La paura più comune è infatti quella di avere una forma sbagliata o avere una taglia troppo piccola; la chirurgia estetica, se condotta da un professionista con esperienza e come me con attenzione nel rispettare proporzione ed armonia, ricopre un ruolo fondamentale nell’accrescere la sicurezza e l’accettazione di sé in molte donne.

Tipi di seno

Fino a non troppi anni fa il seno perfetto era la cosiddetta “coppa di champagne”, ovvero piccolo, tondo e sodo. Oggi invece si tende a preferire una o due taglie in più, andando a valorizzare le forme e creando sul corpo un effetto a clessidra (considerando anche i fianchi e i glutei). Chi ha il seno piccolo, quindi, cerca solitamente delle soluzioni per valorizzarlo in via temporanea, per esempio con reggiseni imbottiti, o in modo permanente, ricorrendo ad interventi di mastoplastica additiva o lipofilling. Ci sono poi alcune donne che, avendo un seno troppo grosso e pesante, cercano delle soluzioni per rimpicciolirlo.

Spesso l’unico aspetto che si guarda è la taglia: prima, seconda, terza e via dicendo. Ma il fattore più importante da considerare quando si parla di seno è la forma e la proporzione col torace e con il resto del corpo.

Chiaramente ogni corpo è diverso dall’altro, ma si possono individuare due grandi tipologie di seno: la prima categoria comprende forme simmetriche e regolari; la seconda invece, racchiude forme asimmetriche che lo sono sempre state fin dallo sviluppo o che lo sono diventate a causa di svuotamento o caduta.˙
Vediamo di seguito quali sono i tipi di seno più comuni.

Tette a pera

Chi non le ha mai definite così? Il seno a pera o a campana è caratterizzato da una forma più stretta in cima e decisamente più ampia e piena in fondo.
Solitamente è tipico di donne con il seno grosso e pesante.

Seno a goccia

Simile al precedente ma solitamente più piccolo. Il seno a goccia è caratterizzato da una forma tondeggiante e con una minore differenza tra la parte superiore e quella inferiore. Se visto lateralmente, si può notare una delicata pendenza e una forma più appuntita.

Seno a coppa di champagne

Tipico delle ragazze più magre e con un seno piccolo. Il seno snello o seno a punta è caratterizzato da una base ampia che va a chiudersi a punta, formando un triangolo, il cui vertice punta solitamente verso il basso.

Seno asimmetrico

Del tutto normale è avere un seno con dimensioni leggermente diverse dall’altro. Tuttavia, ci sono dei casi in cui la differenza è più evidente e può creare del disagio.

Tette tonde

Il sogno di molte donne… Questo seno è ugualmente pieno nella parte superiore e in quella inferiore. La base è circolare e proporzionata alla coppa. Ci sono alcune donne che possono vantare di averlo naturalmente e altre che hanno fatto ricorso alla chirurgia estetica.

Seno laterale

In questa categoria si possono far rientrare sia quei seni che hanno i capezzoli rivolti all’esterno puntando in direzioni opposte (East-west), sia quelli che hanno grande spazio lungo lo sterno (side set).

Seno ptosico

Caratterizzato da una forma appiattita sul petto e capezzoli rivolti verso il basso, è il cosiddetto seno rilassato o cadente. Le cause possono essere diverse come il naturale invecchiamento della pelle, una muscolatura meno tonica, un cambio drastico di peso o una gravidanza.

Seno rifatto

I motivi che spingono le donne a preferire un seno rifatto sono principalmente di natura estetica ma possono, nel caso di seni molto grandi ed abbondanti da portare, essere anche di natura fisiologica. Inoltre accettare i cambiamenti e le caratteristiche del proprio corpo non è mai un percorso facile e scontato. L’obbiettivo del chirurgo è donare sicurezza e raggiungere un risultato che soddisfi i desideri di ogni persona, sempre e solo rispettando l’armonia delle forme e delle giuste proporzioni.

E’ molto importante che la tecnica chirurgica utilizzata sia quella giusta e che le protesi, anatomiche a goccia o rotonde, siano di ultima generazione. Ma ancora di più, è importante capire esattamente quale sia il desiderio di ogni paziente che visito per non creare mai false aspettative. E’ possibile condurre questo delicato processo solo avendo eseguito migliaia di interventi di chirurgia estetica del seno.