Ricostruire il corpo

Esistono tante tecniche chirurgiche, più o meno complesse, per ricostruire parti del corpo che devono essere rimosse a causa della scoperta di un tumore.

 

Chi può sottoporsi all’intervento:

Possono sottoporsi a questo tipo di chirurgia plastica tutte le persone che hanno programmato o hanno già subito una asportazione di un tumore del corpo e necessitano di un intervento di ricostruzione.

La ricostruzione del corpo racchiude molte tecniche di Chirurgia Plastica che si sono incredibilmente evolute negli ultimi vent’anni.

Può essere necessario ricostruire piccole parti del copro in seguito a malformazioni, traumi oppure dopo asportazione di tumori.

A seconda che si tratti del torace, della schiena, delle braccia, delle mani, del perineo, dei glutei, delle gambe o dei piedi si dovrà procedere con una tecnica chirurgica diversa.
Il Chirurgo Plastico entrerà in gioco anche dopo ampie asportazioni in Chirurgia Toracica, Chirurgia Generale, Chirurgia di Melanomi e Sarcomi, Chirurgia Colon Rettale, Chirurgia Pediatrica, Chirurgia Urologica e Chirurgia Senologica.

Purtroppo l’alta frequenza di asportazione di tumori cutanei come nei, melanomi, sarcomi, dermato sarcomi o altri tessuti della pelle e dei tessuti molli chiama necessariamente in causa la chirurgia plastica ricostruttiva.
Le tecniche chirurgiche hanno sia una funzione di necessità, cioè permettono al chirurgo oncologo di eseguire l’asportazione del tumore, sia una finalità estetica.

Piccoli difetti

Per difetti superficiali o di piccole dimensioni sarà possibile utilizzare una riparazione mediante lo spostamento di tessuti contigui (lembi locali) oppure prelevando dei piccoli lembi sottili di pelle da lontano (innesti cutanei).

Per difetti più grandi fino a pochi anni fa si ricorreva allo spostamento in più fasi, mediante la tecnica della tubulizzazione, di lembi di tessuto prelevati da parti del corpo distanti, fortunatamente queste tecniche sono ormai cadute in disuso.

Microchirurgia

Oggigiorno, mediante le tecniche microchirurgiche, è possibile spostare ampie porzioni di tessuto da altre sedi (come le gambe, le braccia, la pancia, i glutei e la schiena per esempio) fino alla regione del corpo che si deve ricostruire, in un unico intervento, ricollegando con il microscopio i vasi sanguigni.
Queste tecniche chirurgiche di ricostruzione del corpo vengono praticate solo da chirurghi che sanno praticare la microchirurgia e riescono quindi a lavorare su vasi di pochi millimetri.

All’estero quasi tutti i Chirurghi Plastici sono anche Microchirurghi, sfortunatamente in Italia non è così e non sarà quindi facile trovare uno specialista che possieda nel suo bagaglio anche queste tecniche.

Tra gli esempi più straordinari di queste metodologie vi è la ricostruzione delle diverse parti del corpo mediante lembi prelevati dall’avambraccio (lembo di radiale), dalle braccia (lembo laterale di braccio), dalla schiena (lembo dorsale, lembo di serrato, lembo para scapolare, dalla pancia (lembo DIEP e lembo inguinale), dalle cosce (lmbo anterolaterale di coscia, lembo di fascia lata e lembo di gracile), dai glutei (lembo SGAP o IGAP) e molti altri ancora.

Lembi Perforanti

Questi lembi moderni vengono chiamati lembi perforanti (perforators flaps) e sono riconosciuti a livello mondiale come la tecnica più avanzata di chirurgia plastica. Solo chirurghi che lavorano o hanno lavorato in strutture ospedaliere prestigiose possono vantare un’alta casistica per questi interventi. Il lembo su perforante più famoso è il DIEP che viene comunemente usato per ricostruire il seno.
Caratteristica peculiare di questi lembi è il non provocare assolutamente nessun danno al sito donatore perchè il loro prelievo non danneggia muscoli o nervi.

Espansione Tissutale

Una menzione particolare deve essere fatta per una tecnica non più moderna ma ancora attuale, l’espansione cutanea. Infatti in casi selezionati si preferisce ancora oggi dilatare, tramite l’inserimento di un espansore sotto pelle (proprio come per il seno), i tessuti contigui all’area da operare e dopo circa due mesi utilizzare il tessuto espanso.
Nonostante i mesi con l’espansore cutaneo siano di difficile gestine per il paziente, in molti casi questa tecnica produce un risultato cosmetico ottimo.

E’ indispensabile un’attenta valutazione del singolo caso con il chirurgo in modo da pianificare l’intervento e decidere insieme la migliore strategia da applicare per restituire al corpo un aspetto nuovo.