Lipofilling seno

La ricostruzione del seno con cellule adipose staminali permette di correggere difetti parziali e di migliorare notevolmente il risultato di ricostruzione con protesi (ricostruzione ibrida).

 

Chi può sottoporsi all’intervento:

Possono sottoporsi a questo tipo di chirurgia plastica tutte le donne che vogliono ricostruire il loro seno solo con iniezioni di cellule di grasso o che vogliono migliorare il risultato che già hanno.

E’ uno degli interventi più discussi degli ultimi anni in chirurgia plastica.

Se siete interessate al lipofilling per finalità estetiche leggete la sezione dedicata, per finalità ricostruttive continuate la lettura.

in passato

Questa metodica di prelievo del grasso da una parte del corpo e quindi suo reinserimento in un’altra è praticato da più di dieci anni, tuttavia non ha riscosso mai un particolare successo, dovuto al fatto che la maggior parte di questo grasso non attecchiva.

oggi

Negli ultimi anni, grazie ai progressi della scienza medica in ambito di ricostruzione del seno, si è riusciti ad incrementare attraverso diverse metodiche la percentuale di attecchimento del grasso.

E’ importante quindi rivolgersi ad uno specialista in chirurgia plastica che sappia come eseguire questa metodica per poter assicurare un’alta percentuale di attecchimento del grasso

e quindi di riuscita dell’intervento, e non ad un chirurgo che pratica saltuariamente la procedura e che inevitabilmente non riuscirà a far vivere il tessuto trapiantato.

La tecnica di “lavorazione del grasso” più conosciuta è quella della centrifugazione secondo Coleman grazie a cui si separano le diverse componenti del tessuto adiposo aspirato reiniettando solo la parte ricca di fattori di crescita e cellule staminali che producono l’effetto desiderato.

Allo stesso piano è importante eseguire una tecnica di impianto del grasso che permetta di inserire il tessuto creando dei micro tunnel che circonderanno il nuovo tessuto garantendone la sopravvivenza.

cosa si può fare

Con il lipofilling sarà quindi possibile ricostruire difetti parziali di seno, aspettando però almeno 5 anni dall’asportazione del tumore, per non rischiare di attivare un tessuto ad alto rischio di recidive.

A differenza di altre sostanze, come l’acido ialuronico, il lipofilling non disturba il radiologo nello studio del seno con mammografia, ecografia o risonanza magnetica. Nessuno studio sulla donna ha dimostrato un aumento di recidive di malattia dopo lipofilling.

Oppure si potranno trattare quei tessuti irradiati per eliminare gli effetti negativi della radioterapia e conferire una maggiore elasticità e vascolarizzazione e diminuire la reazione cicatriziale presente nel tessuto sottoposto a mastectomia.

In casi selezionati, dopo il lipofilling, sarà anche possibile proseguire con l’iter ricostruttivo mediante protesi, laddove i tessuti erano stati precedentemente sottoposti a radioterapia.

ricostruzione ibrida

Ultima tendenza è quella di ricostruire, dopo mastectomia, una parte del seno con il lipofilling e un’altra, più profonda, attraverso la procedura standard con l’espansore e poi la protesi. A discapito di un maggior numero di interventi, in questo modo la protesi sarà circondata da un ricco pannicolo adiposo e sarà minore la sensazione di corpo estraneo provocata dall’impianto mammario.

Indispensabile è una visita col chirurgo per valutare i possibili benefici del lipofilling e considerare quale tecnica possa essere la più efficace per il paziente.

In particolare verrà contrapposta una strada con tanti piccoli interventi di lipofilling (ed un percordo ricostruttivo di 1-2 anni) ad un solo intervento ma di maggior durata operatoria con un lembo (DIEP).